Revolut, così gli kacker sono entrati in possesso dei dati della polizia italiana. Sottratti i dati di 680 clienti

La notizia in sintesi
- Revolut segnala richieste fraudolente che hanno coinvolto circa 680 clienti europei.
- Gli hacker chiedono tre milioni di dollari e minacciano la vendita dei dati.
- La Procura di Reggio Calabria indaga sulla possibile compromissione di una PEC istituzionale.
- Il Garante Privacy verifica rischi analoghi negli istituti bancari italiani.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Revolut e la frode con identità istituzionale italiana
Revolut è al centro di un caso di frode informatica che coinvolge autorità italiane, clienti europei e organismi di vigilanza. L’episodio, emerso dopo la rivendicazione del gruppo di hacker I Am Not A Villain, riguarda richieste fraudolente presentate come provenienti dalle forze dell’ordine attraverso un dominio istituzionale riconducibile all’Italia. Secondo quanto riferito dall’azienda, circa 680 clienti sono stati interessati, mentre fondi e sistemi della banca non sarebbero stati toccati.
La Procura di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta per chiarire se sia stata compromessa o clonata una comunicazione PEC della Prefettura e come siano stati ottenuti documenti sensibili. Il caso conta perché evidenzia i rischi legati all’uso di identità digitali istituzionali per acquisire informazioni riservate dagli intermediari finanziari.
Riscatto in Monero e verifiche sui dati sottratti
Il gruppo, contattato dal Financial Times tramite Telegram, sostiene di avere operato per mesi e di possedere 147 gigabyte di dati, comprese comunicazioni interne e presunti documenti delle forze dell’ordine italiane. Gli hacker hanno chiesto a Revolut un riscatto di tre milioni di dollari, indicato come 6.000 XMR, la criptovaluta Monero, fissando un ultimatum di 24 ore e minacciando di vendere le informazioni ad altri gruppi criminali. Le dichiarazioni e il materiale mostrato restano oggetto di verifica investigativa.
Secondo la ricostruzione, i responsabili avrebbero usato una casella associata alla Prefettura di Reggio Calabria, con dominio pec.interno.it, per simulare richieste della Polizia postale rivolte alla banca. Tra i dati potenzialmente acquisiti figurerebbero passaporti, carte d’identità, fotografie per la verifica dell’identità, informazioni bancarie e cronologie di transazioni. Gli inquirenti non hanno accertato se sia stato violato un computer della Prefettura o del Viminale: l’ipotesi è che l’indirizzo certificato sia stato violato oppure clonato. La prima informativa della Polizia postale descrive un’azione sofisticata; anche la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo segue il fascicolo perché la violazione riguarda un ente governativo.
Controlli bancari e cooperazione con la Lituania
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato verifiche sui sistemi di accesso delle banche italiane, invitando i responsabili della protezione dati a individuare e segnalare eventuali vulnerabilità. L’Autorità ha inoltre attivato uno scambio informativo con l’omologa lituana, poiché la sede legale principale di Revolut si trova in Lituania.
Il monitoraggio del dark web servirà a verificare se i dati siano stati messi in vendita e se esistano altri istituti finanziari coinvolti nella frode.
FAQ
Quanti clienti Revolut risultano coinvolti?
Circa 680 clienti europei sarebbero stati interessati da richieste fraudolente, secondo la conferma diffusa da Revolut sulla vicenda.
I fondi dei clienti sono stati sottratti?
Revolut afferma che i fondi dei clienti e i sistemi della banca non sono stati toccati dall’operazione fraudolenta.
Quale riscatto chiedono gli hacker?
La richiesta è di tre milioni di dollari, equivalenti secondo gli hacker a 6.000 XMR della criptovaluta Monero.
Quale Procura indaga sul caso?
La Procura della Repubblica di Reggio Calabria indaga per intrusione in un sistema informatico di pubblico interesse.
Quali fonti sono state analizzate?
Le informazioni derivano dall’analisi redazionale, con supervisione umana, di fonti stampa ufficiali e qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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