Deloitte riunisce a Venezia finanza e cultura per le città d’arte

La notizia in sintesi
- A Venezia la conferenza Deloitte sul capitale privato per la cultura e il futuro delle città d’arte.
- Il 51% degli operatori di gestione patrimoniale offre servizi legati all’arte, contro circa il 25% nel 2011.
- In Veneto la filiera culturale ha prodotto 10,2 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2025.
- Il confronto ha affrontato finanziamenti, misurazione dell’impatto, gestione delle collezioni e passaggio generazionale.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Come finanziare la tutela del patrimonio artistico senza separarla dalle esigenze delle comunità e dalla sostenibilità economica delle istituzioni culturali: su questo tema si è concentrata la 18ª Deloitte Private Art & Finance Conference, tenuta il 27 ottobre 2026 alle Procuratie Vecchie di Venezia. Organizzato da Deloitte Luxembourg e Deloitte Italia, l’incontro ha esaminato il contributo del capitale privato allo sviluppo delle città d’arte, dalle donazioni agli investimenti di cui misurare gli effetti sociali e culturali.
Il confronto, intitolato “Tomorrow’s Cultural Cities: From Patronage to Portfolio”, ha coinvolto esponenti di imprese, finanza, istituzioni e cultura. Al centro, il passaggio dal sostegno occasionale a forme di finanziamento che consentano alle organizzazioni culturali di programmare le attività nel lungo periodo, tenendo insieme risorse, responsabilità di gestione e conservazione.
Arte e gestione patrimoniale, cresce l’offerta di servizi
Un indicatore dell’interesse del settore finanziario arriva dal Deloitte Art & Finance Report 2025: il 51% degli operatori della gestione patrimoniale propone servizi collegati all’arte, contro circa il 25% nel 2011. Il dato riguarda l’offerta di servizi, non il volume degli investimenti, e descrive lo spazio assunto da opere e beni da collezione nella gestione dei patrimoni.
Il rapporto tra disponibilità di capitali e obiettivi culturali richiede però di considerare anche destinatari e condizioni del sostegno. Adriano Picinati di Torcello, Global Art & Finance Coordinator di Deloitte Luxembourg, ha dichiarato:
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“Il capitale privato può garantire continuità, flessibilità e innovazione al sistema cultura. Ma il sostegno finanziario deve essere coerente con le finalità delle istituzioni e con le esigenze delle comunità, per creare valore nel lungo termine”
Tra gli strumenti discussi figurano la filantropia, la finanza mista, indicata anche come blended finance, e gli investimenti a impatto. La collaborazione fra soggetti pubblici e privati è stata affrontata in relazione sia al finanziamento delle istituzioni sia alla valorizzazione del patrimonio.
Il peso economico della cultura in Veneto
La dimensione economica del settore emerge dai dati del rapporto Io sono Cultura 2026, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne e Deloitte. Nel 2025 la filiera culturale veneta ha generato 10,2 miliardi di euro di valore aggiunto, l’8,5% in più rispetto al 2023.
Il settore contribuisce al 5,6% dell’economia regionale e impiega 141.773 persone, pari al 6% degli occupati del Veneto. Per entrambi gli indicatori, il riferimento nazionale riportato nel rapporto è il 5,7%. Sono numeri che collocano il dibattito sui finanziamenti anche sul terreno dell’occupazione e dello sviluppo territoriale.
Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha collegato questi temi alla storia della città e all’anniversario dell’alluvione:
“Che questa conferenza si sia svolta a Venezia assume un significato particolare a pochi giorni dal sessantesimo anniversario dell’Aqua Granda del 4 novembre 1966. Quell’onda devastante generò un’altra onda, straordinaria, di solidarietà e partecipazione internazionale, facendo maturare la consapevolezza che Venezia è un patrimonio dell’intera umanità. Sessant’anni dopo, quella responsabilità deve tradursi in nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, capaci di andare oltre il mecenatismo tradizionale e coniugare tutela del patrimonio, sostenibilità economica e sviluppo culturale. Abbiamo già esempi significativi di questa visione nella nostra città. La straordinaria proiezione internazionale di Venezia rappresenta un patrimonio di relazioni e di attrattività che può mobilitare investimenti anche oltre il settore artistico, dalla ricerca all’industria, dalle tecnologie ai servizi avanzati, generando innovazione e occupazione qualificata. La sfida è trasformare questo soft power in sviluppo concreto per il territorio, affinché Venezia non sia soltanto una città da conservare, ma continui a essere un luogo capace di produrre contemporaneità e futuro. Ringrazio Deloitte per aver scelto Venezia come sede di una riflessione che guarda proprio a questa prospettiva”
Misurare i risultati e preparare il passaggio generazionale
La disponibilità di finanziamenti è stata affiancata al tema della valutazione dei progetti: misurarne l’impatto, definirne la governance, tutelare i diritti e assicurare la conservazione dei beni. Questioni che interessano tanto le istituzioni quanto le famiglie proprietarie di collezioni e gli investitori.
Ernesto Lanzillo, Presidente di Deloitte & Touche S.p.A. e Private Leader di Deloitte Central Mediterranean, ha dichiarato:
“Il modo di finanziare la cultura sta cambiando; stiamo assistendo al passaggio da forme tradizionali di mecenatismo a modelli che coniugano capitale privato, gestione responsabile nel lungo periodo e misurazione dell’impatto. La sfida non è soltanto garantire risorse al settore culturale, ma creare le condizioni perché istituzioni e città possano continuare a crescere, innovare e generare valore anche per le generazioni future”
Per i patrimoni familiari, il confronto ha riguardato in particolare le regole di gestione delle collezioni e la loro trasmissione. Il coinvolgimento delle nuove generazioni nella conservazione e nella valorizzazione dei beni è stato indicato come una necessità: la continuità del patrimonio culturale dipende non soltanto dalle risorse disponibili, ma anche dalle responsabilità che accompagnano il passaggio da una generazione all’altra.
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