Sorprese all’orizzonte?

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L’FMI abbassa le stime di crescita per il 2020 e il 2021 ma alcuni indici anticipatori mostrano timidi segnali di miglioramento?

Il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato il nuovo World Economic Outlook report e rivede leggermente al ribasso le stime di crescita globale, che dovrebbe attestarsi al 2,9% per il 2019, al 3,3% nel 2020 e al 3,4% nel 2021. La correzione è rispettivamente dello 0,1% per lo scorso anno e per il 2020 e dello 0,2% per il 2021, rispetto alle rilevazioni dello scorso ottobre. Tale revisione incorpora il rallentamento inatteso dell’attività economica in alcuni Paesi Emergenti, in particolare l’India, e l’impatto dei disordini ad Hong Kong. Il report segnala, però, anche una stabilizzazione dell’attività manifatturiera e l’effetto positivo sul sentiment di mercato derivante dall’allentamento delle tensioni fra Stati Uniti e Cina e sulla Brexit. Anche gli indicatori anticipatori riportati nelle ultime settimane confermano una normalizzazione del quadro economico e mostrano i primi timidi segnali di un trend in miglioramento che potrebbe portare sorprese positive nel corso dell’anno. Negli Stati Uniti il mercato del lavoro ha raggiunto la piena occupazione ormai da diversi trimestri e i dati recenti registrano un’accelerazione dei tassi di crescita dei salari anche per le fasce di reddito più basse.

Potremmo quindi assistere ad un aumento dei tassi reali e a un irripidimento delle curve dei rendimenti con ripercussioni significative non solo sul comparto obbligazionario, ma anche su quello azionario. Dopo anni di predominio incontrastato dei titoli “quality growth”, a sorprendere in positivo potrebbero essere questa volta i settori ciclici, come industriali, energia e finanziari, beneficiari non solo di un quadro macro favorevole, ma anche di un differenziale importante in termini di valutazioni. Perché si crei un quadro come quello appena delineato è necessario però che le tensioni sui vari fronti, in particolare quello commerciale fra USA e resto del mondo (Cina, Europa, Messico etc), restino sotto controllo. Sul fronte politico, la procedura di impeachment di Trump non desta particolari preoccupazioni, difficilmente avrà ripercussioni sull’attuale presidenza, e le elezioni di novembre almeno nella prima parte dell’anno non dovrebbero avere grossa influenza. La recente epidemia virale partita dalla Cina, invece, potrebbe avere conseguenze più serie sull’economia nel breve periodo, andando ad impattare sui consumi proprio a cavallo del capodanno cinese anche se le Autorità, diversamente dal passato, si sono immediatamente attivate per contenerne la diffusione.

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