UBS AM – MACRO MONTHLY Un contesto eccezionalmente positivo per il rischio

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Riteniamo che il motivo del posizionamento pro-ciclico e a rischio possa essere sintetizzato in modo semplice: le condizioni economiche sono solide, ma le banche centrali globali stanno ancora intraprendendo un ciclo di allentamento sincronizzato. Si tratta di un contesto eccezionalmente positivo per il rischio. Non capita spesso che le banche centrali prevedano di abbassare i tassi di interesse per motivi validi (rallentamento dell’inflazione) piuttosto che per motivi negativi (rallentamento della crescita o shock negativi inattesi).

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Le valutazioni dei mercati azionari e creditizi sono elevate e riflettono sempre più questo solido contesto. Storicamente questo ha significato rendimenti più lenti, ma comunque positivi, a patto che l’economia e gli utili reggano. L’allargamento della crescita globale al di là degli Stati Uniti e dal settore dei servizi a quello manifatturiero suggerisce che, a nostro avviso, la crescita sarà più lenta, ma comunque positiva.

Abbiamo aumentato l’esposizione alle azioni, in particolare in regioni cicliche relativamente convenienti come l’Europa e il Giappone, che beneficiano di una maggiore fiducia nella durata dell’espansione economica. Per quanto riguarda il credito, manteniamo una posizione neutrale, in quanto gli interessanti rendimenti all-in devono essere soppesati rispetto alla limitata opportunità di un’ulteriore compressione degli spread. Siamo neutrali anche sui titoli di Stato, che rimangono un’importante copertura per i portafogli nel caso in cui il contesto di crescita dovesse deteriorarsi in modo significativo, rispetto alle nostre aspettative.

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Asset allocation

A nostro avviso, sovrappesare i titoli globali è il modo migliore per beneficiare dell’attuale contesto macro. Abbiamo riscontrato che, quando il multiplo P/E a termine dell’MSCI World è superiore a 18, come in questo momento, i rendimenti a termine tendono a rallentare ma rimangono positivi. Manteniamo l’esposizione agli Stati Uniti, dove le azioni sono costose ma lo scenario macro e le prospettive degli utili restano molto positive. Ma continuiamo anche a puntare sull’Europa e sul Giappone, che possono beneficiare del miglioramento delle economie, del miglioramento della produzione globale e di valutazioni più convenienti. Sottopesiamo gli indici svizzeri e britannici, più difensivi.
Riteniamo che i mercati del credito reggeranno bene, con una solida crescita nominale e un ritorno a una volatilità obbligazionaria più contenuta. Tuttavia, con spread così stretti, i rendimenti potrebbero limitarsi al carry, per cui le azioni offrono un maggiore potenziale di rialzo. Per i portafogli che scambiano in valuta estera, siamo lunghi sul peso messicano e sul real brasiliano, finanziati dal franco svizzero e dallo yuan cinese.
Le obbligazioni restano un’importante copertura contro la recessione per i portafogli, nel caso di un inatteso shock negativo alla crescita globale. Tuttavia, anche nella nostra ipotesi di base di un atterraggio morbido, è aperto il dubbio che i rendimenti possano scendere di molto o di nulla rispetto ai livelli attuali. Dato il solido punto di partenza, potrebbe non essere giustificato – o auspicabile – un grande allentamento da parte delle banche centrali, poiché ciò potrebbe potenzialmente rischiare un’altra ondata di pressioni inflazionistiche.

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