Dazi USA: tregua di 90 giorni, ma l’economia resta in allerta

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La sospensione dei dazi doganali “reciproci” per 90 giorni è ovviamente una buona notizia, ma non dimentichiamo che molte cose rimangono in vigore:

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Tutti i Paesi restano tassati con la nuova “aliquota minima” del 10%.

La Cina, che ha preso contromisure, non beneficia della pausa e subisce una tassazione del 125%.
I dazi su Canada e Messico rimangono in vigore (25% per i prodotti non coperti dall’accordo di libero scambio e 10% per il petrolio e l’uranio canadesi).

Rimangono in vigore i dazi del 25% su tutte le importazioni di acciaio e alluminio.

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Rimane in vigore la tassa del 25% sul settore automobilistico.

I dazi sul settore farmaceutico saranno annunciati a breve.

Nel complesso, con gli aumenti per la Cina negli ultimi giorni, il tasso medio di dazi negli Stati Uniti rimane vicino al 20%, rispetto al 2,5% prima dell’elezione di Trump. Senza la pausa delle tariffe reciproche sarebbe stato vicino al 30%, tuttavia questo aumento rimane estremamente violento e avrà importanti conseguenze economiche.

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Va inoltre sottolineato che persistono dubbi su chi beneficerà realmente di questa pausa di 90 giorni. Ciò è particolarmente vero per l’Europa, che ha annunciato misure di ritorsione ma non le ha ancora attuate (ricordiamo che, secondo le parole di Trump, la pausa riguarda solo i Paesi che non hanno adottato misure di ritorsione).

è importante ricordare che alcune aziende avevano già iniziato ad adattarsi alla nuova situazione (cancellazione di ordini, tagli di posti di lavoro, ecc.). Nel complesso, per molte aziende la visibilità rimarrà molto limitata e la fiducia si è indebolita, con inevitabili ripercussioni su parte dell’attività. Da un punto di vista strettamente economico, il contesto rimane desolante.

Infine, la principale buona notizia risiede senza dubbio nel sentiment del mercato. Facendo questo passo indietro, Trump sta mostrando i suoi primi tentennamenti. Ci sono tutte le ragioni per credere che i mercati prenderanno meno sul serio i suoi prossimi annunci, ritenendo che ci sia una forte probabilità che faccia rapidamente marcia indietro. Nel breve termine, ciò dovrebbe sostenere i mercati, anche se è probabile che nei prossimi giorni si verifichi un effetto di allentamento, data la natura eccezionalmente violenta del rimbalzo.

Nel medio termine, tuttavia, man mano che l’impatto delle misure in atto si rifletterà sui dati economici, i mercati saranno probabilmente sottoposti a nuove pressioni, poiché le valutazioni attuali sono difficilmente compatibili con l’ipotesi di un forte rallentamento dell’economia.

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