Crediti privati: la stabilità del mercato passa anche da qui. Innovazione e sostegno alle PMI

Cosa si intende per credito privato?
Il credito privato o private credit è una forma di finanziamento erogata da soggetti non bancari a imprese non quotate, spesso di piccole e medie dimensioni. Si tratta, in sostanza, di prestiti diretti concessi da fondi di investimento, assicurazioni, fondi pensione, family office o piattaforme fintech a società che, per vari motivi, non accedono al solo credito bancario tradizionale o non emettono obbligazioni sul mercato pubblico. A differenza dei bond negoziati in borsa, questi strumenti sono tipicamente illiquidi, non regolamentati come i titoli pubblici e strutturati su misura per rispondere ai bisogni specifici del soggetto finanziato.

Nonostante la rapida crescita, il private credit non rappresenta una minaccia sistemica

A fronte della sua espansione esponenziale, il credito privato è spesso guardato con sospetto da chi teme possa rappresentare una nuova fonte di instabilità per il sistema finanziario. Le analogie con altri strumenti di credito alternativi, come quelli che in passato hanno giocato un ruolo nei crolli finanziari globali, alimentano interrogativi legittimi. Ma oggi, alla luce dei dati e delle strutture di governance più evolute, possiamo affermare con fondatezza che i crediti privati non rappresentano un rischio sistemico, bensì una leva di sviluppo, diversificazione e resilienza.

Secondo Preqin, autorevole piattaforma di dati finanziari, il mercato globale del credito privato ha superato i 1.500 miliardi di dollari nel 2024, e in Europa continua a crescere con un tasso annuo vicino al 10%. A livello italiano, un recente studio di Assogestioni ha evidenziato come l’allocazione di capitali verso strumenti di private debt stia aumentando nelle strategie di investimento degli istituzionali, soprattutto in un contesto di rialzo tassi e volatilità dei mercati pubblici. Ma quali sono i motivi per cui questo fenomeno non solo è sano, ma addirittura rafforza la stabilità complessiva del mercato?

Un mercato maturo e ben regolamentato

Negli ultimi anni, il settore del credito privato ha visto una progressiva istituzionalizzazione, accompagnata da un rafforzamento dei requisiti di trasparenza, gestione del rischio e accountability. Gli operatori sono sottoposti a regole sempre più stringenti, definite sia a livello europeo (con i regolamenti SFDR, AIFMD II e prossimamente ELTIF 2.0) sia nazionale, attraverso la vigilanza di Banca d’Italia e Consob. La crescente attenzione al tema ESG ha inoltre portato gli investitori a richiedere reportistica avanzata, contribuendo a consolidare pratiche responsabili e orientate al lungo termine.

Diversificazione degli attori coinvolti

Uno dei principali punti di forza del credito privato risiede nella pluralità degli investitori coinvolti: dai grandi fondi pensione ai family office, fino agli assicuratori e alle piattaforme di lending online. Questa eterogeneità limita la concentrazione del rischio, riducendo l’esposizione sistemica. A differenza del sistema bancario tradizionale, dove eventuali fallimenti hanno effetti a catena, nel credito privato la presenza di numerosi attori con strategie diverse mitiga i potenziali shock.

Una resilienza già testata

Il mercato ha già dato prova di solidità in contesti avversi. Durante la pandemia di Covid-19, i fondi di private credit hanno attivato forme di supporto flessibili per le imprese finanziate, adattando scadenze e condizioni. Questo approccio personalizzato ha ridotto il tasso di default e permesso una rapida ripresa per molte PMI. Anche durante la crisi dei tassi nel 2022-2023, il comparto ha continuato a offrire rendimenti interessanti senza compromettere la qualità degli attivi.

Innovazione e sostegno alle PMI

Il credito privato si sta rivelando uno strumento strategico per il tessuto produttivo europeo, in particolare per le PMI non bancabili. In Italia, secondo Banca d’Italia, il 65% delle PMI fatica ad accedere al credito bancario tradizionale. In questo scenario, il private debt si configura come un’alternativa flessibile, capace di finanziare progetti innovativi, operazioni di M&A, piani di espansione o transizione energetica. Il tutto senza gravare sull’indebitamento bancario, ma anzi contribuendo alla solidità patrimoniale delle imprese.

Uno sguardo al futuro

Il credito privato continuerà a crescere anche nei prossimi anni. Secondo il rapporto 2025 di Deloitte intitolato Alternative Lenders Deal Tracker, le operazioni di direct lending in Europa sono aumentate del 12% rispetto all’anno precedente, con l’Italia tra i Paesi a maggior tasso di crescita.

Per mantenere questa traiettoria virtuosa, sarà cruciale rafforzare ulteriormente i meccanismi di vigilanza, migliorare la trasparenza sugli asset sottostanti e favorire un ecosistema di fiducia tra investitori, imprese e regolatori. L’obiettivo? Fare del credito privato non solo una valida alternativa, ma un pilastro stabile e sostenibile del sistema finanziario europeo.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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