Iran, timori di uno shock energetico. Mercati e petrolio, che cosa accadrà questa settimana

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Si apre un’altra settima di rialzi per il petrolio per effetto della guerra in Iran la cui durata appare sempre più incerta. I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana all’insegna dell’incertezza, con l’attenzione degli investitori concentrata sull’escalation della guerra in Medio Oriente. Le principali Borse europee hanno chiuso l’ultima settimana in forte calo: Milano ha registrato una flessione del 6,5%, Parigi del 6,8% e Francoforte del 6,9%. A pesare sui listini è stato l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva risposta di Teheran, che ha riacceso i timori per le catene di approvvigionamento energetico e per la stabilità dell’economia globale. Più contenute, nello stesso periodo, le perdite a Wall Street, con l’S&P 500 in calo di oltre il 2% e il Nasdaq di poco più dell’1%.

Timori di un nuovo shock energetico

Parallelamente, il timore di un nuovo shock energetico ha spinto al rialzo le quotazioni delle materie prime. Il petrolio ha registrato forti aumenti — oltre il 30% per il Wti e circa il 20% per il Brent — mentre il gas ha segnato un balzo del 63%. La situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni, alimentando tra gli analisti il timore di una possibile stagflazione, ovvero una fase caratterizzata da inflazione elevata e rallentamento economico.

La chiusura dello stretto di Hormuz alle petroliere statunitensi e i rischi per la navigazione internazionale stanno già producendo effetti sull’offerta. Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno iniziato a ridurre la produzione di petrolio con il progressivo esaurimento delle scorte, seguendo l’Iraq, mentre altri Paesi potrebbero essere costretti a fare lo stesso. Ogni ulteriore giorno di interruzione aumenta la pressione sui prezzi, con il Brent ormai vicino alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile.

Stabilità dei mercati

Nonostante il quadro di forte tensione, secondo un’analisi di Reuters emerge anche un segnale di relativa stabilità: i mercati non stanno ancora scontando un cambiamento strutturale dell’offerta nel lungo periodo, come dimostra il Brent con scadenza 2027 che resta sotto i 70 dollari al barile.

Attesa per inflazione Usa e decisione della Fed sui tassi

Sul fronte macroeconomico, gli investitori guardano ora ai prossimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti, attesi mercoledì, e all’indice Pce previsto venerdì, indicatori chiave per valutare le future mosse della Federal Reserve. I dati sul lavoro pubblicati la scorsa settimana hanno mostrato un rallentamento dell’occupazione superiore alle attese, elemento che teoricamente potrebbe favorire un taglio dei tassi. Tuttavia, come sottolinea Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia, l’escalation del conflitto con l’Iran rischia di generare nuove pressioni inflazionistiche attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia, dei carburanti e dei costi di trasporto, spingendo la banca centrale americana a mantenere un atteggiamento prudente.

Le aspettative del mercato lo confermano. Secondo i dati del Cme FedWatch, la probabilità di un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione della Fed del 18 marzo è progressivamente diminuita: dal 18% stimato un mese fa, al 7% della scorsa settimana, fino all’attuale 3,7%, complice l’impatto delle tensioni geopolitiche.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia…
Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD
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