LVMH accelera nel Q2 grazie a Louis Vuitton, Tiffany e Bulgari. Arnault sbarca su X e replica algli “intrighi familiari”

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LVMH chiude il primo semestre del 2026 con ricavi pari a 38,6 miliardi di euro, in calo del 3% su base annua a cambi correnti, ma in crescita del 2% a livello organico. Il gruppo del lusso evidenzia inoltre un’accelerazione nel secondo trimestre, con un incremento organico del fatturato del 3%, che sale al 4% escludendo l’impatto del conflitto in Medio Oriente.

Sul fronte della redditività, l’utile operativo ricorrente si attesta a 8,7 miliardi di euro, in diminuzione del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ma superiore alle aspettative degli analisti. Il margine operativo resta sostanzialmente stabile al 22,5%. L’utile netto di pertinenza del gruppo si mantiene invariato a 5,7 miliardi.

LVMH fiducioso sul futuro

Nonostante un contesto geopolitico ed economico definito ancora incerto, LVMH guarda con fiducia al prosieguo dell’esercizio. Il gruppo conferma una strategia focalizzata sul rafforzamento dell’attrattiva dei propri marchi, puntando su qualità dei prodotti ed eccellenza nella distribuzione retail, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la leadership globale nel settore dei beni di lusso.

Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il 3 dicembre sarà distribuito un acconto sul dividendo pari a 5,50 euro per azione.

Il presidente e amministratore delegato Bernard Arnault ha sottolineato la solidità del gruppo e l’efficacia della strategia adottata, evidenziando come le Maison abbiano continuato a concentrarsi sulla qualità e sul rinnovamento creativo. Secondo Arnault, la crescita registrata nel secondo trimestre è stata sostenuta in particolare dal successo delle prime creazioni di Jonathan Anderson per Christian Dior, dalle performance dei nuovi negozi Louis Vuitton a Pechino e Seul, oltre che dalle linee iconiche di Tiffany & Co. e Bulgari.

Forte espansione di Sephora

A contribuire al risultato anche la forte espansione di Sephora e la ripresa delle attività legate a champagne e cognac. Il gruppo guarda quindi alla seconda metà dell’anno con rinnovata fiducia, sostenuto dal potenziale di lungo periodo delle proprie Maison e dal contributo dei team, mentre eventi come le Journées Particulières continueranno a valorizzare il patrimonio artigianale e creativo del marchio.

Arnault sbarca su X e parla degli “intrighi” di famiglia

Merci.” Con questa parola Bernard Arnault ha fatto il suo ingresso su X, ex Twitter, lunedì 27 luglio, inaugurando il suo account personale. Un modo per rivolgersi in maniera diretta e personale ai suoi sostenitori dopo il braccio di ferro con i giornalisti di Le Monde.

Il giorno precedente, sempre su X ma tramite l’account ufficiale di LVMH, Bernard Arnault aveva pubblicato il suo diritto di replica. Le Monde aveva appena svelato l’ultimo capitolo della sua inchiesta dedicata alla maggiore fortuna di Francia. In una serie di sei articoli, Raphaëlle Bacqué e Vanessa Schneider ripercorrono la costruzione dell’impero Arnault, descrivono le tensioni che oggi attraverserebbero le sue aziende e la sua famiglia e parlano di un fenomeno di “corte” attorno a Bernard Arnault.

“Non ero stato trattato così dai tempi della ripresa di Boussac nel 1984. Allora mi chiamavano ‘The Terminator’. Preferisco ‘l’ultima famiglia reale’: è più elegante ed è meglio per le vendite da Dior”, scrive all’inizio della sua lettera aperta.

Un lavoro giornalistico definito “feuilleton” dall’interessato, che denuncia una drammatizzazione, il gusto per il “romanzesco” e una trasparenza “punita”. “In casa Arnault, a quanto pare, non si discute, si complotta […] Quello che in una famiglia normale si chiama una domenica, da noi si chiama un intrigo”. E conclude con ironia: “Continuerò a fare le parole crociate di Le Monde che, quelle sì, sono eccellenti”. “L’umorismo e l’ironia sono ciò che permette di screditare l’avversario”. In poco più di 48 ore, Bernard Arnault conta quasi 108.000 follower.

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