Caro carburante, il governo proroga il taglio delle accise fino al 17 settembre. Nuovi prezzi di benzina e diesel e nuovi provvedimenti

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge con misure urgenti sui prezzi dei prodotti petroliferi, alla luce del protrarsi della crisi sui mercati internazionali. Il provvedimento, proposto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, interviene anche sulle infrastrutture e sulle attività energetiche considerate strategiche.

Riduzione di 17 cent al litro del gasolio

Tra le principali misure c’è la proroga fino al 17 settembre 2026 della riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro sul gasolio utilizzato come carburante. Per lo stesso periodo, l’agevolazione viene estesa anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti.

Il decreto proroga inoltre il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto. Le misure sono state illustrate da Palazzo Chigi al termine della riunione del Cdm, presieduta da Meloni, con il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano nel ruolo di segretario.

Più poteri per accelerare le attività energetiche

Il provvedimento interviene anche sulle procedure relative alle attività energetiche strategiche, con l’obiettivo di ridurre i tempi amministrativi e scongiurare ritardi che possano compromettere la sicurezza energetica e la continuità degli approvvigionamenti.

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In particolare, per i procedimenti relativi alla prospezione, alla ricerca e alla coltivazione di idrocarburi sulla terraferma, viene previsto un meccanismo per superare eventuali situazioni di stallo qualora la Regione competente non esprima l’intesa richiesta.

Alla Regione sarà assegnato un ulteriore termine per provvedere, accompagnato da un’apposita interlocuzione istituzionale nel rispetto del principio di leale collaborazione. In caso di persistente inerzia, il Consiglio dei ministri potrà nominare un commissario ad acta, esercitando i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 120, secondo comma, della Costituzione. La Regione sarà comunque invitata a partecipare alla relativa riunione.

L’obiettivo, secondo il governo, è garantire la conclusione dei procedimenti entro tempi certi, tutelando la sicurezza energetica nazionale e l’unità economica della Repubblica.

Meloni: «Il taglio delle accise prorogato, la prossima settimana nuovi provvedimenti»

«Il taglio delle accise oggi è stato prorogato ancora per tenere sotto controllo il costo della benzina e del gasolio, in attesa di nuovi provvedimenti che sono in arrivo la prossima settimana». Lo ha dichiarato Giorgia Meloni in un videomessaggio pubblicato sui social al termine del Consiglio dei ministri.

La presidente del Consiglio ha quindi indicato la necessità di interventi strutturali per affrontare la crisi energetica. «Serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo», ha spiegato, rivendicando la scelta del governo di «riaprire la strada del nucleare» e annunciando l’intenzione di aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas.

«Non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche in Italia», ha affermato Meloni, collegando questa strategia alla norma approvata dal Cdm per accelerare il rilascio di permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul territorio nazionale.

«Aumentare la produzione significa ridurre la dipendenza dall’estero»

«L’Italia non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione», ha sottolineato la presidente del Consiglio. Secondo Meloni, l’aumento della produzione nazionale consentirebbe di «ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese» e rafforzare la sicurezza energetica del Paese.

La premier ha inoltre evidenziato i possibili benefici economici per i territori, citando l’aumento delle royalties e le ricadute sul piano occupazionale.

Infine, rivolgendosi a chi si oppone alle nuove misure, Meloni ha replicato: «Ai professionisti del no che già annunciano barricate voglio dire una cosa semplice: andremo avanti fino in fondo perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale».

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