Pensioni 2027 e 2028: i nuovi requisiti INPS per vecchiaia, anticipata, precoci e lavori usuranti
L’adeguamento generale dei requisiti
Secondo quanto comunicato dall’INPS, i requisiti pensionistici subiranno un incremento di un mese nel 2027 e di tre mesi complessivi nel 2028, in applicazione dell’adeguamento alla speranza di vita. Il quadro completo dei nuovi requisiti per il biennio 2027-2028, comprensivo di pensione contributiva, lavoratori precoci, attività gravose e usuranti, è contenuto nell’Allegato 2 alla circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, che specifica anche le categorie esentate dall’incremento.

Pensione di vecchiaia
Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia è fissato a 67 anni nel 2026 e sale a 67 anni e un mese nel 2027. Per i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, l’accesso alla pensione di vecchiaia richiede inoltre che l’importo maturato raggiunga almeno quello dell’Assegno sociale. È previsto un percorso alternativo, indipendente dall’importo maturato, basato su cinque anni di contribuzione effettiva: in questo caso il requisito anagrafico è di 71 anni nel 2026 e di 71 anni e un mese nel 2027.
Pensione anticipata ordinaria
La pensione anticipata ordinaria prevede requisiti contributivi distinti per uomini e donne, secondo la scheda dedicata pubblicata dall’INPS. Una volta perfezionato il requisito contributivo, l’accesso alla pensione non è immediato: è normalmente prevista una finestra di attesa di tre mesi prima della decorrenza del trattamento. Per alcune gestioni del pubblico impiego sono previste finestre differenti e progressive rispetto alla regola generale.
Pensione anticipata contributiva
Per i lavoratori con il sistema contributivo, nel 2026 l’accesso alla pensione anticipata richiede 64 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione effettiva. Dal 2027 entrambi i requisiti aumentano di un mese, arrivando a 64 anni e un mese di età e 20 anni e un mese di contribuzione effettiva. Restano ferme le altre condizioni previste dalla normativa: la soglia dell’importo maturato pari ad almeno tre volte l’Assegno sociale, la finestra di attesa di tre mesi e il limite temporaneo dell’assegno erogabile fissato a cinque volte il trattamento minimo. Per le lavoratrici la soglia dell’importo è ridotta a 2,8 volte l’Assegno sociale in presenza di un figlio e a 2,6 volte con almeno due figli.
Quota 41 per i lavoratori precoci
Il requisito noto come Quota 41, riservato ai lavoratori precoci che possono far valere almeno dodici mesi di contribuzione effettiva prima dei 19 anni secondo quanto certificato dall’INPS, non aumenta in modo uniforme per tutte le categorie. Dal 2027 il requisito sale a 41 anni e un mese di contributi per i precoci disoccupati, per i caregiver e per gli invalidi con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%. Per i lavoratori precoci addetti ad attività gravose o ad attività particolarmente faticose e pesanti, invece, il requisito resta fermo a 41 anni fino al 2028.
Lavori usuranti e attività gravose
Per gli addetti a lavori usuranti, l’INPS distingue quote, età e anzianità contributiva differenziate a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti, autonomi o addetti al lavoro notturno. Il requisito di 61 anni e 7 mesi di età unito a una quota 97,6 tra età e contributi si applica in particolare a determinati lavoratori dipendenti addetti a mansioni particolarmente usuranti e ad alcune categorie di lavoratori notturni. Per i lavoratori autonomi il requisito è generalmente più elevato, a partire da 62 anni e 7 mesi di età con quota 98,6. Requisiti ulteriormente più alti riguardano chi svolge attività di lavoro notturno per un numero di giornate annue inferiore alle soglie previste per le categorie precedenti. Anche tra i lavoratori che svolgono attività gravose il trattamento non è uniforme per il biennio 2027-2028: chi ha svolto l’attività gravosa per almeno sette anni negli ultimi dieci può accedere alla pensione con 66 anni e 7 mesi di età e 30 anni di contributi, mentre chi soddisfa il criterio dei sei anni negli ultimi sette mantiene un requisito anagrafico di 67 anni, sempre con 30 anni di contributi. Gli addetti alle attività definite particolarmente faticose e pesanti conservano invece il requisito di 66 anni e 7 mesi. La distinzione tra questi percorsi è riportata espressamente nelle tabelle allegate alla circolare INPS n. 28/2026.
APE sociale
L’APE sociale è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026 per chi matura i requisiti entro l’anno, come confermato dall’INPS. Si tratta di un’indennità ponte a carico dello Stato, corrisposta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione, e non di una vera e propria pensione anticipata. Nel 2026 richiede 63 anni e 5 mesi di età, è erogata per dodici mensilità annue ed è soggetta a condizioni e limiti reddituali specifici. La sua disponibilità nel 2027 dipenderà da un’eventuale nuova proroga, non ancora acquisita. La legge di Bilancio 2026 ha confermato l’APE sociale ma non ha previsto la proroga di Quota 103 né di Opzione donna.
Lo sconto per le lavoratrici madri
La circolare INPS n. 53 del 2025 conferma per le lavoratrici madri con il sistema contributivo uno sconto di quattro mesi per ogni figlio, fino a un massimo di sedici mesi per chi ha almeno quattro figli. Nel 2027 la riduzione si applicherà a partire dal requisito anagrafico aggiornato di 67 anni e un mese per la pensione di vecchiaia, oppure dal requisito previsto per la pensione anticipata contributiva, quando applicabile.





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