Bonus TARI 2026: come funziona lo sconto del 25%

Uno sconto automatico sulla tassa rifiuti
Il Bonus sociale rifiuti è un’agevolazione nazionale destinata alle famiglie in condizioni di disagio economico e prevede una riduzione del 25% della TARI o della tariffa corrispettiva dovuta dall’utente.
La misura trova origine nella normativa approvata nel 2019, ma il meccanismo operativo è stato definito successivamente attraverso il DPCM 21 gennaio 2025 n. 24 e i provvedimenti adottati da ARERA.
Il riconoscimento del bonus è automatico: non è necessario presentare una specifica domanda al Comune o al gestore della tassa rifiuti. È però necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e ottenere un’attestazione ISEE entro le soglie previste.
Chi ne ha diritto nel 2026
Dal 1° gennaio 2026 la soglia ISEE ordinaria per accedere ai bonus sociali, compreso quello relativo ai rifiuti, è pari a 9.796 euro.
Per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico, il limite resta invece fissato a 20.000 euro.
Il beneficio viene riconosciuto in relazione alla TARI o alla tariffa corrispettiva riferita a un’utenza domestica riconducibile a un componente del nucleo familiare agevolabile.
Non è quindi necessario presentare una domanda specifica per ottenere lo sconto: l’individuazione dei beneficiari avviene attraverso i dati della DSU e dell’ISEE.
Quanto vale il Bonus TARI
L’agevolazione è pari al 25% della TARI o della tariffa corrispettiva dovuta nell’anno di competenza.
Il calcolo viene effettuato secondo le regole stabilite da ARERA. Lo sconto non si applica, ad esempio, al TEFA, il tributo provinciale distinto dalla TARI.
A titolo puramente esemplificativo, se la quota TARI sulla quale può essere applicata l’agevolazione è pari a 200 euro, il bonus corrisponde a 50 euro.
Cosa succede se ci sono vecchie TARI non pagate
La presenza di precedenti pagamenti irregolari non comporta automaticamente la perdita del Bonus TARI.
Il gestore può tuttavia utilizzare l’importo dell’agevolazione per compensare somme rimaste insolute relative agli anni precedenti, nel rispetto delle condizioni stabilite da ARERA.
La compensazione è una facoltà del gestore e richiede specifici adempimenti, tra cui l’invio di un sollecito di pagamento nel quale venga indicata la possibilità di utilizzare il bonus per compensare il debito pregresso.
Come viene riconosciuto lo sconto
In via ordinaria il Bonus sociale rifiuti viene applicato nel documento di riscossione della TARI o della tariffa corrispettiva emesso entro il termine previsto dalla disciplina ARERA.
Quando non è possibile riconoscere l’agevolazione direttamente attraverso l’avviso di pagamento, sono previste modalità alternative di erogazione, come una rimessa diretta al beneficiario attraverso strumenti tracciabili.
Per il 2026 ARERA ha inoltre introdotto specifiche disposizioni transitorie per consentire ai gestori di completare l’erogazione del bonus nei casi interessati dai flussi aggiuntivi di dati.
Chi finanzia il Bonus TARI
Per finanziare il Bonus sociale rifiuti è stata introdotta la componente perequativa UR3, applicata alle utenze del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
La componente è stata inizialmente fissata in 6 euro per utenza all’anno ed è destinata alla copertura delle agevolazioni riconosciute alle famiglie beneficiarie.
L’importo può essere aggiornato da ARERA in funzione delle effettive necessità di finanziamento del sistema.
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