Quattordicesima e importo aggiuntivo revocati dall’INPS: da agosto 2026 parte il recupero per i redditi 2021

Con il messaggio n. 2514 del 29 luglio 2026, l’INPS ha comunicato di aver completato le operazioni relative alla revoca definitiva della somma aggiuntiva, comunemente nota come quattordicesima, e dell’importo aggiuntivo di 154,94 euro, talvolta chiamato in ambito giornalistico bonus tredicesima, erogati in via provvisoria sulle pensioni della Gestione privata integrata con riferimento all’anno reddituale 2021. L’Istituto segnala inoltre la presenza di rettifiche sul testo del messaggio, motivo per cui è opportuno verificarne nuovamente il contenuto prima di qualsiasi pubblicazione.
Perché scatta la revoca
La revoca non deriva da un accertamento generalizzato sulla effettiva spettanza del beneficio a tutti i pensionati coinvolti, ma dalla mancata presentazione, entro i termini previsti, dei dati necessari a verificare in via definitiva il diritto alle prestazioni reddituali. La procedura segue quanto previsto dall’articolo 35, comma 10-bis, del decreto-legge n. 207/2008, illustrato dalla circolare INPS n. 195 del 30 novembre 2015, che disciplina la sospensione delle prestazioni reddituali, il termine di 60 giorni per la regolarizzazione e, in assenza di riscontro, la revoca definitiva con il conseguente recupero delle somme già corrisposte. Tra le prestazioni reddituali rientrano espressamente sia la quattordicesima sia l’importo aggiuntivo di 154,94 euro.
Nel caso specifico, l’INPS aveva già annunciato con il messaggio operativo n. 1718 del 25 maggio 2026 la revoca definitiva delle prestazioni collegate all’anno reddituale 2021 per le posizioni prive, entro il termine del 19 settembre 2025, della dichiarazione della situazione reddituale, il cosiddetto modello RED. Il provvedimento riguarda quindi le sole posizioni per cui questa comunicazione non è stata inviata nei tempi previsti, non l’insieme dei pensionati che percepiscono le due prestazioni.
Chi è coinvolto e come funziona il recupero
La misura interessa le pensioni della Gestione privata integrata a cui la quattordicesima e l’importo aggiuntivo erano stati riconosciuti in via provvisoria per il 2021, in alcuni casi anche con erogazione successiva nel 2022. Il recupero delle somme avverrà tramite trattenuta diretta sulla pensione, a partire dalla mensilità di agosto 2026: in 24 rate mensili per la quattordicesima e in 12 rate mensili per l’importo aggiuntivo di 154,94 euro.
Considerando l’importo massimo della quattordicesima, pari a 655 euro, e l’intero importo aggiuntivo di 154,94 euro, la trattenuta mensile teorica più alta nel primo anno di recupero risulta pari a circa 40,20 euro, per un totale complessivo teorico di 809,94 euro. Si tratta però di un valore massimo, che si applica soltanto a chi aveva percepito l’importo pieno di entrambe le prestazioni; l’entità effettiva della trattenuta varia da persona a persona in base a quanto originariamente erogato.
Ogni interessato riceverà una comunicazione individuale tramite raccomandata, contenente il provvedimento di revoca, l’importo da restituire e le modalità di recupero applicate al proprio caso.
Gli strumenti a disposizione di chi riceve la comunicazione
Chi riceve la raccomandata non si trova senza possibilità di intervento. L’INPS mette a disposizione il servizio di ricostituzione reddituale della quattordicesima, attraverso il quale il pensionato può presentare, anche tardivamente, i dati reddituali necessari a far verificare la sussistenza del diritto. Resta inoltre disponibile lo strumento dell’istanza di riesame o del ricorso amministrativo pensionistico, per contestare il provvedimento qualora si ritenga che la revoca non sia fondata. La presentazione di questi strumenti non garantisce automaticamente l’accoglimento, ma non è corretto presentarli come una strada pressoché priva di utilità: restano le sedi previste dall’ordinamento per far valere le proprie ragioni.





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