Altroconsumo: ancora diffusa in Europa la discriminazione degli Iban esteri

La notizia in sintesi
- Altroconsumo denuncia rifiuti illegali di Iban europei validi.
- La campagna ha raccolto circa 1.200 firme e oltre 100 segnalazioni.
- Bollette, stipendi, pensioni e F24 sono tra i servizi coinvolti.
- Le segnalazioni sono state inviate a Banca d’Italia e Antitrust.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Discriminazione Iban, la denuncia di Altroconsumo
Altroconsumo ha presentato alla Camera dei deputati, il 15 settembre 2026, i risultati della campagna contro la discriminazione dell’Iban, promossa con Satispay. L’incontro nella Sala Stampa di Montecitorio ha riunito istituzioni, autorità e operatori per documentare i rifiuti di conti europei validi nell’area Sepa. La pratica colpisce cittadini, lavoratori e pensionati che usano un Iban estero per bollette, stipendi, pensioni, bonifici o pagamenti fiscali.
La mobilitazione punta a far rispettare il diritto europeo alla libera scelta del conto, poiché procedure aziendali e informatiche continuano a escludere coordinate non nazionali, imponendo costi e ostacoli nell’accesso a servizi essenziali in tutta Europa.
Regole europee e disservizi ancora diffusi
L’articolo 9 del Regolamento europeo 260/2012 vieta a chi accetta bonifici o addebiti diretti di discriminare un conto in base al Paese in cui è situato. Un Iban francese, tedesco o svedese, se raggiungibile e usato per pagamenti in euro, deve quindi essere trattato come uno italiano. Questo è il principio della Sepa, concepita per permettere ai cittadini di operare nell’area europea con un unico conto.
La raccolta avviata da Altroconsumo a febbraio ha raggiunto circa 1.200 firme e oltre 100 segnalazioni, trasmesse a Banca d’Italia e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. I casi riguardano aziende private, banche, università ed enti pubblici, soprattutto domiciliazioni per energia, telefonia, pedaggi, streaming e assicurazioni, ma anche accrediti di pensioni e stipendi, F24, bonifici e finanziamenti rateali.
Gli Iban più segnalati provengono dal Lussemburgo, seguiti dalla Lituania e da coordinate italiane associate a operatori esteri. Tra le cause indicate figura il servizio SEDA, standard opzionale italiano che può rendere più semplice la gestione delle domiciliazioni per le imprese, ma ostacolare conti emessi in altri Paesi europei. All’incontro sono intervenuti Giulio Centemero, Francesca Squillante, Francesca Provini, Alberto Dalmasso e Federico Cavallo.
Costi concreti per utenti e mercato
Le conseguenze non si limitano al pagamento respinto: molti utenti aprono un secondo conto, mantengono rapporti bancari che avrebbero voluto chiudere oppure usano bollettini e bonifici manuali, talvolta più costosi. Altri cambiano fornitore o rinunciano al servizio. Federico Cavallo definisce il fenomeno “una criticità sistemica” e chiede interventi rapidi con sanzioni dissuasive.
Altroconsumo proseguirà la raccolta delle segnalazioni nei prossimi mesi, mentre il confronto con le autorità punta a ridurre la distanza tra tutela prevista dalle norme e protezione effettiva.
FAQ
Che cos’è la discriminazione dell’Iban?
Consiste nel rifiutare un pagamento o un addebito perché il conto Sepa ha coordinate estere, pur essendo valido e raggiungibile.
Quale norma vieta il rifiuto degli Iban esteri?
L’articolo 9 del Regolamento europeo 260/2012 vieta discriminazioni basate sul Paese del conto per bonifici, addebiti diretti e altri pagamenti.
Quali servizi sono più colpiti?
Domiciliazioni di energia, telefonia, pedaggi, streaming e assicurazioni risultano prevalenti, seguite da pensioni, stipendi, bonifici, F24 e finanziamenti rateali.
A chi sono state inviate le segnalazioni?
Le oltre 100 segnalazioni raccolte da Altroconsumo sono state trasmesse a Banca d’Italia e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Quali fonti hanno sostenuto l’analisi?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi accurata di fonti stampa ufficiali, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrate da testate giornalistiche qualificate e specializzate.
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