Due BOT in asta per far rendere la liquidità: scadenze, guadagni e rischi
Lasciare somme importanti ferme sul conto corrente può significare perdere potere d’acquisto, soprattutto quando il conto non riconosce alcun interesse. Per chi prevede di utilizzare il denaro entro pochi mesi, una possibile soluzione arriva dal Tesoro: il 27 agosto 2026 saranno collocate due nuove tranche di BOT con scadenze ravvicinate.
Si tratta di titoli già in circolazione, offerti nuovamente per consentire allo Stato di raccogliere risorse e agli investitori di impiegare temporaneamente la propria liquidità. Le due proposte scadono rispettivamente a dicembre 2026 e gennaio 2027.

BOT con scadenza gennaio 2027
Il primo titolo è il BOT identificato dal codice ISIN IT0005725236. Emesso inizialmente il 31 luglio 2026 con una durata di sei mesi, sarà rimborsato il 29 gennaio 2027.
Considerando il regolamento dell’operazione fissato al 31 agosto, la durata residua sarà di 151 giorni. Il Tesoro offrirà 2,5 miliardi di euro nell’asta ordinaria, ai quali potranno aggiungersi 250 milioni nell’asta supplementare riservata agli operatori specialisti.
Prima dell’asta, il titolo veniva scambiato sul mercato intorno a 98,893, con un rendimento annuo lordo indicativo del 2,62%. Al netto della tassazione agevolata del 12,5%, il rendimento annuo stimato scendeva intorno al 2,29%.
Il dato definitivo, tuttavia, dipenderà dal prezzo stabilito durante l’asta.
A titolo di esempio, acquistando 120.000 euro nominali e conservando il BOT fino alla scadenza, il guadagno potrebbe collocarsi intorno a 1.100 euro dopo la tassazione, ma prima di considerare integralmente commissioni bancarie e imposta di bollo.
BOT con scadenza dicembre 2026
La seconda proposta, contraddistinta dall’ISIN IT0005684888, arriverà a scadenza il 14 dicembre 2026. Dal regolamento mancheranno quindi soltanto 105 giorni al rimborso.
L’offerta ordinaria sarà pari a 2 miliardi di euro, con altri 200 milioni eventualmente disponibili nell’asta supplementare.
Il titolo veniva negoziato intorno a 99,269, valore corrispondente a un rendimento annuo lordo indicativo del 2,42% e a uno netto di circa il 2,14%. Anche in questo caso si tratta di una stima basata sui prezzi di mercato precedenti all’asta.
Su 70.000 euro nominali, il possibile guadagno netto fiscale sarebbe vicino a 425 euro; su 200.000 euro potrebbe raggiungere circa 1.200-1.280 euro. Dal risultato effettivo andrebbero comunque sottratti il bollo e gli eventuali costi applicati dall’intermediario.
Come si guadagna con i BOT
I Buoni ordinari del Tesoro sono titoli senza cedola, definiti per questo “zero coupon”. L’investitore li acquista a un prezzo inferiore a 100 e, alla scadenza, riceve dallo Stato il loro valore nominale.
Se un BOT viene acquistato a 99, per esempio, alla scadenza viene rimborsato a 100. La differenza rappresenta il rendimento lordo, sul quale si applica l’imposta del 12,5% prevista per i titoli di Stato italiani.
Occorre inoltre considerare:
- le commissioni di sottoscrizione o compravendita;
- l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul valore degli strumenti finanziari;
- l’eventuale differenza tra capitale nominale e somma effettivamente investita.
Prima di aderire è quindi opportuno chiedere alla propria banca una simulazione completa del rendimento netto.
Sicurezza e possibilità di vendita anticipata
I BOT sono generalmente considerati strumenti a rischio contenuto, soprattutto quando hanno una scadenza molto breve e vengono mantenuti fino al rimborso. Restano comunque titoli di debito dello Stato italiano e non sono privi di rischio.
Non bisogna inoltre confondere la garanzia sui depositi bancari con quella relativa ai titoli pubblici. I BOT non sono protetti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi: il loro rimborso dipende dalla capacità dello Stato italiano di rispettare i propri impegni finanziari.
È possibile venderli sul mercato prima della scadenza, ma in questo caso il prezzo potrebbe essere superiore oppure inferiore a quello pagato. Il rischio di oscillazione è normalmente limitato per titoli con una vita residua così breve, ma non può essere escluso completamente.
Calendario e modalità di acquisto
La prenotazione da parte dei risparmiatori deve essere effettuata tramite una banca o un intermediario abilitato presso il quale sia disponibile un dossier titoli.
Il calendario comunicato prevede:
- prenotazione retail entro il 26 agosto 2026, salvo termini anticipati stabiliti dalla banca;
- asta ordinaria il 27 agosto;
- asta supplementare il 28 agosto;
- regolamento il 31 agosto.
Il taglio minimo è di 1.000 euro nominali, con sottoscrizioni successive per multipli dello stesso importo.
Quando possono essere convenienti
Questi BOT possono risultare interessanti per chi possiede denaro che rimarrebbe altrimenti fermo e sa già di doverlo utilizzare a dicembre 2026 o a gennaio 2027. La breve durata riduce l’esposizione alle variazioni dei tassi e permette di conoscere in anticipo la data di rimborso.
La convenienza non è però automatica. Prima dell’acquisto bisogna confrontare il rendimento netto con quello di conti deposito, conti remunerati e altre soluzioni di breve periodo, verificando vincoli, garanzie e spese.
Per capitali ridotti, commissioni e bollo possono incidere sensibilmente. Per somme elevate, invece, i BOT consentono di diversificare la liquidità che supera i 100.000 euro coperti dalla garanzia sui depositi bancari, pur sostituendo il rischio della banca con quello dello Stato.
In conclusione, le due emissioni rappresentano soprattutto strumenti per parcheggiare temporaneamente il denaro, non investimenti destinati a produrre rendimenti elevati o a costruire un patrimonio nel lungo periodo. La scelta dipende dalla data in cui servirà il capitale, dai costi applicati dall’intermediario e dal rendimento definitivo determinato in asta.
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