Detrazione assicurazione auto 2026: quando spetta e come funziona
Ogni anno, al momento di compilare il Modello 730 o il Modello Redditi PF, molti automobilisti si chiedono se sia possibile scaricare dalle tasse la spesa sostenuta per l’assicurazione dell’auto. La risposta dipende dal tipo di copertura: la RC Auto obbligatoria non dà diritto ad alcun beneficio fiscale, mentre alcune garanzie accessorie facoltative sì.

Perché la RC auto non è detraibile
Fino al 2013 era possibile portare in detrazione la quota del premio RC Auto destinata al Servizio Sanitario Nazionale. Il DL 102/2013, convertito nella legge 124/2013, ha eliminato questa possibilità a partire dal periodo d’imposta 2014, rendendo il contributo SSN indeducibile sia ai fini Irpef sia ai fini Ires e Irap. Da allora la copertura RC Auto per i veicoli a uso privato non genera più alcun vantaggio fiscale. Fa eccezione il caso dei veicoli aziendali o strumentali intestati a partite Iva, per i quali restano valide le ordinarie regole di deducibilità dei costi d’impresa.
La garanzia infortuni del conducente
Esiste però un’eccezione concreta: la polizza infortuni del conducente, sottoscritta come garanzia accessoria alla RC Auto. Colma un vuoto della copertura obbligatoria, che risarcisce solo i danni causati a terzi e non tutela chi guida in caso di incidente con colpa propria.
Su questa garanzia è possibile ottenere una detrazione Irpef del 19%, a condizione che la polizza copra il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, da qualunque causa derivi. Le polizze con franchigie di invalidità superiori a questa soglia restano escluse dal beneficio.
Un secondo requisito, chiarito dalla circolare 13/E/2019 dell’Agenzia delle Entrate, riguarda l’identificazione del conducente: la detrazione non spetta se la copertura riguarda genericamente chiunque si trovi alla guida al momento del sinistro. Il contratto deve indicare in modo nominale il conducente assicurato, che deve coincidere con chi presenta la dichiarazione o con un suo familiare fiscalmente a carico. Il pagamento del premio, inoltre, deve avvenire con strumenti tracciabili: carta, bonifico, bollettino postale o assegno. Il contante fa perdere il diritto alla detrazione.
Quanto si può detrarre
L’importo su cui calcolare il beneficio non è il costo totale della polizza auto, ma solo la quota per la garanzia infortuni. Il tetto massimo di spesa ammissibile è 530 euro l’anno, per una detrazione massima di 100,70 euro (il 19% di 530). Questa soglia è cumulativa: comprende tutti i premi versati nell’anno per polizze vita, infortuni e tutela della persona, non solo quelli legati all’auto.
La detrazione spetta per intero fino a un reddito complessivo di 120.000 euro. Tra 120.000 e 240.000 euro decresce progressivamente, per azzerarsi oltre questa soglia.
Un esempio: se nell’anno si è pagato un premio auto complessivo di 650 euro, di cui 150 per la garanzia infortuni nominativa, e si è versato un ulteriore premio di 100 euro per un’altra polizza infortuni o vita, il totale detraibile è 250 euro (ampiamente sotto il tetto di 530). La detrazione spettante è quindi 250 × 19% = 47,50 euro, che riduce direttamente l’Irpef lorda dovuta.
Dove indicarla in dichiarazione
Nel Modello 730 la spesa va inserita nella Sezione I del Quadro E, nei righi da E8 a E10, con il codice 36 (premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni), indicando solo la quota versata per la garanzia infortuni del conducente entro il limite di 530 euro.
Chi presenta il Modello Redditi Persone Fisiche riporta lo stesso importo nel Quadro RP, righi da RP8 a RP14, con il medesimo codice 36 e lo stesso limite massimo.
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