Poste Italiane, ricavi record nel primo semestre del 2026
Poste Italiane chiude il primo semestre del 2026 con il miglior risultato della propria storia recente: ricavi per 6,841 miliardi di euro, in crescita del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato operativo adjusted sale a 1,772 miliardi (+6,8%), mentre l’utile netto, al netto degli effetti della partecipazione in TIM, si attesta a 1,211 miliardi, in aumento del 3,5%. Nel solo secondo trimestre i ricavi sono stati pari a 3,387 miliardi (+3,9%), con un utile netto di 594 milioni.

È il quinto semestre consecutivo chiuso con risultati record, come sottolineato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante, che ha indicato in TIM il complemento ideale per rafforzare la piattaforma del gruppo.
La crescita per segmento
I risultati riflettono la natura sempre più diversificata del gruppo. Il comparto Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione ha generato ricavi da terzi per 2,03 miliardi (+6,4%), trainati dall’espansione della logistica e dei pacchi, cresciuti del 13,1% a 907 milioni. I Servizi Finanziari hanno chiuso il semestre a circa 3 miliardi (+4,4%), sostenuti dal margine di interesse, salito dello 0,8% a 1,3 miliardi grazie a un contesto di tassi più favorevole.
Il comparto assicurativo ha raggiunto 983 milioni di ricavi (+8,6%), mentre Postepay ha registrato una crescita del 7,3% a 860 milioni. I servizi di pagamento hanno generato 611 milioni, con un transato in aumento dell’8% e le transazioni complessive cresciute del 13%. Più contenuta ma in forte espansione l’attività nel settore energia, che ha prodotto ricavi per 84 milioni (+46,5%) su una base di circa 1,2 milioni di contratti, mentre i servizi Telco hanno superato i 5 milioni di linee attive.
Le attività finanziarie investite dei clienti hanno raggiunto 613 miliardi di euro, 13 miliardi in più rispetto alla fine del 2025, sostenute da una raccolta netta di 2,7 miliardi nei prodotti di investimento e dalla stabilità dei depositi retail. Il gruppo mantiene inoltre una solida base patrimoniale, con il Total Capital Ratio di BancoPosta al 22,5% e il Solvency II Ratio di Poste Vita al 303%.
L’integrazione con TIM e gli obiettivi 2026
I risultati semestrali arrivano nella fase in cui l’integrazione con TIM entra nella parte operativa, con l’obiettivo di completarla a inizio 2027. La politica dei dividendi resta impostata su un payout superiore al 70%, con la distribuzione agli azionisti secondo una logica cash for cash dei dividendi ricevuti dalla partecipazione in TIM.
Poste ha confermato la guidance standalone per l’intero 2026, che prevede un risultato operativo adjusted di 3,3 miliardi di euro e un utile netto consolidato di 2,3 miliardi, escludendo gli effetti della partecipazione in TIM. Per gli investitori, oltre alla crescita dei ricavi, resteranno centrali nei prossimi trimestri l’andamento dei costi, la generazione di cassa e le indicazioni sul percorso di integrazione industriale con TIM.
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