Mario Draghi: dati e data center per la sovranità AI europea

La notizia in sintesi
- Mario Draghi indica l’AI come leva per la crescita europea.
- I dati sono il principale spazio di sovranità ancora disponibile all’Unione europea.
- L’Ue ospita meno del 5% della capacità mondiale di calcolo AI.
- Consorzi industriali e contratti pluriennali possono finanziare nuovi data center.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Draghi: dati e infrastrutture per l’AI europea
Mario Draghi, in un intervento pubblicato dal Financial Times, indica l’intelligenza artificiale come la leva più promettente per rilanciare la crescita dell’Unione europea, ma avverte che senza controllo su parte della catena del valore la sovranità del continente sarà a rischio. L’ex presidente della Bce e del Consiglio collega l’adozione dell’AI alla necessità europea di finanziare il proprio modello sociale e le nuove priorità, dalla difesa all’energia. Secondo gli scenari della Bce, una diffusione rapida dell’intelligenza artificiale potrebbe aggiungere fra 0,3 e 0,4 punti percentuali annui alla crescita della produttività totale dei fattori, rimasta quasi ferma dal 2022.
Il nodo, per Draghi, è evitare una dipendenza strutturale da infrastrutture e tecnologie controllate soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Cina.
Il ritardo europeo nella capacità di calcolo
La diagnosi di Draghi parte da uno squilibrio concreto: l’Unione europea ospita meno del 5% della potenza di calcolo mondiale dedicata all’AI, contro il 75% degli Stati Uniti. I laboratori europei di frontiera non dispongono inoltre delle risorse finanziarie per competere con concorrenti americani e cinesi, mentre la produzione di chip avanzati è in ritardo. Per questo i dati diventano, secondo l’ex premier, l’ambito nel quale l’Europa può ancora esercitare sovranità e produrre maggiore crescita.
Le stime della Commissione europea indicano che l’economia dei dati potrà superare 800 miliardi di euro entro il 2030, oltre il 5% del Pil. Per sfruttarla, l’Europa dovrebbe controllare archiviazione ed elaborazione delle informazioni attraverso data center AI su larga scala. L’ostacolo principale non è soltanto autorizzativo o ambientale, ma la domanda frammentata tra milioni di imprese, spesso orientate ad acquisti annuali e quindi insufficienti a garantire investimenti bancabili.
Draghi propone contratti pluriennali aggregati dalle grandi aziende. Il modello citato coinvolge ASML, Capgemini e Amadeus, impegnate ad acquistare le European Compute Units di Mistral, destinate a garantire 1 GW entro il 2030. L’ambasciatore statunitense presso l’Ue, Andrew Puzder, ha letto l’intervento come un invito a ridurre i vincoli normativi e a considerare le imprese americane partner della crescita.
La sfida: crescita senza concentrare il potere
La proposta punta a trasformare la domanda industriale in capacità europea, mantenendo dati e calcolo in infrastrutture sottoposte al controllo del continente. Consorzi più ampi e fornitori neocloud potrebbero aumentare la concorrenza, limitando la concentrazione dei profitti in pochi gruppi tecnologici. Draghi lega questo obiettivo anche a energia pulita, contributi equi ai costi di rete e condivisione dei benefici con i cittadini.
La conseguenza attesa è un’adozione dell’AI più estesa senza rinunciare a sovranità, sostenibilità e redistribuzione, anche attraverso una tassazione progressiva.
FAQ
Quanto può crescere la produttività europea con l’AI?
Gli scenari della Bce stimano un aumento annuo fra 0,3 e 0,4 punti percentuali della produttività totale dei fattori.
Quanta capacità di calcolo AI ospita l’Unione europea?
L’Unione europea ospita meno del 5% della capacità di calcolo mondiale per l’intelligenza artificiale, contro il 75% degli Stati Uniti.
Perché i dati sono centrali nella strategia di Draghi?
I dati sono l’unico ambito nel quale l’Europa può ancora essere sovrana e quello con il maggiore potenziale di crescita.
Quale progetto europeo cita Draghi come esempio?
ASML, Capgemini e Amadeus acquistano European Compute Units di Mistral, con capacità prevista di 1 GW entro il 2030.
Quali fonti hanno sostenuto l’analisi?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi accurata di fonti stampa, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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