PMI svizzere usano IA senza prevedere tagli al personale

La notizia in sintesi
- Il 74% delle PMI svizzere utilizza o sperimenta l’intelligenza artificiale.
- Solo il 12% delle imprese prevede tagli del personale legati all’IA.
- Due terzi delle PMI non ritengono necessario modificare il proprio modello operativo.
- Lo studio AXA ha coinvolto 336 PMI tra Svizzera tedesca e romanda.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Le piccole e medie imprese svizzere stanno utilizzando l’intelligenza artificiale soprattutto per attività operative, linguistiche e amministrative, ma non prevedono effetti radicali sull’occupazione o sui rispettivi modelli di business. È quanto emerge dallo studio sul mercato del lavoro delle PMI realizzato da Sotomo per AXA, sulla base di 336 imprese intervistate dall’11 al 18 marzo 2026 nella Svizzera tedesca e romanda.
Secondo la rilevazione, il 35% delle PMI integra già l’IA nei processi aziendali, il 39% la sta testando e il 26% non la utilizza. La quota complessiva di aziende che impiegano o sperimentano questi strumenti si mantiene quindi su livelli simili all’anno precedente, dopo l’aumento registrato tra il 2024 e il 2025, quando era passata dal 55% al 71%.
Il materiale diffuso da AXA comprende un’infografica sull’influsso dell’IA sul lavoro in azienda, un’infografica sull’utilizzo degli strumenti IA nel tempo e la relazione dello studio 2026, disponibile in tedesco.
Traduzioni, corrispondenza e analisi dei dati
Le applicazioni più diffuse restano quelle legate alla produzione e gestione dei contenuti. Il 47% delle PMI usa l’IA per le traduzioni, il 42% per la corrispondenza e il 35% per i testi pubblicitari. Crescono inoltre gli impieghi collegati all’ottimizzazione delle fasi di lavoro, passati dal 23% al 35% tra 2024 e 2025, e quelli per l’analisi dei dati, salita dal 22% al 34%. La creazione di immagini passa invece dal 21% al 28%.
Meno diffuso è l’impiego rivolto direttamente alla clientela. La pubblicità personalizzata si ferma al 16%, mentre assistenza e supporto clienti raggiungono il 17%, senza superare i livelli del 2024. Il rapporto collega questa prudenza anche al rischio che i destinatari riconoscano come artificiali i contenuti prodotti con l’IA e alla necessità di mantenere un controllo umano sui messaggi esterni.
«Il timore di probabili allucinazioni e di un comportamento incontrollato dell’IA è ancora grande»
Lo afferma Kathrin Braunwarth, responsabile DTI di AXA Svizzera. Nel comunicato, l’azienda richiama il principio dello “Human in the loop”, con una persona incaricata dell’ultima verifica, soprattutto nelle comunicazioni che coinvolgono direttamente la clientela.
Efficienza senza riduzioni dell’organico
Per le aziende che hanno già esperienza con l’intelligenza artificiale, il beneficio più atteso riguarda la riduzione dei tempi di lavoro: lo indica il 47% del campione, senza prevedere conseguenze sull’organico. Il 12% ritiene invece che l’IA possa consentire in futuro di rinunciare a una parte del personale. I dati sono rimasti sostanzialmente stabili nei tre anni presi in esame dallo studio.
«Le PMI ritengono quindi che risparmiare tempo grazie all’IA non implichi il taglio di posti di lavoro, bensì comporti uno sfruttamento più efficiente delle risorse esistenti. La domanda decisiva è come sia possibile per le aziende raggruppare i tanti piccoli incrementi di efficienza di ogni singolo individuo ottenendo un vero valore aggiunto. Questo sarà uno dei compiti dirigenziali più impegnativi dei prossimi anni»
La dichiarazione è di Kathrin Braunwarth, responsabile DTI di AXA Svizzera. L’attenzione delle imprese sembra quindi concentrarsi più sulla riorganizzazione del lavoro esistente che sulla sostituzione delle persone.
Opportunità percepite, ma con cautela
Il 41% delle PMI considera gli sviluppi dell’IA un’opportunità per il proprio business, il 15% li giudica una minaccia e il 44% non prende una posizione netta. La valutazione varia in base alle dimensioni: l’IA è vista come opportunità dal 49% delle medie imprese, dal 41% delle grandi PMI e dal 33% delle piccole attività.
«Ciò potrebbe dipendere dal fatto che le imprese più grandi hanno spesso maggiori capacità di integrazione delle nuove tecnologie rispetto alle microimprese. Chi già utilizza l’IA e sperimenta vantaggi concreti ha probabilmente anche un atteggiamento più positivo nei confronti della tecnologia»
Secondo Kathrin Braunwarth, responsabile DTI di AXA Svizzera, la maggiore disponibilità di risorse per integrare le tecnologie può incidere sulla percezione dei vantaggi. Le differenze tra servizi e manifattura risultano invece limitate: circa quattro aziende su dieci in entrambi i comparti vedono opportunità, mentre nel terziario è più alta la quota di chi teme l’IA, al 17% contro il 10% della manifattura.
Solo poco meno di un terzo delle PMI ritiene possibile un cambiamento radicale dell’attività lavorativa. La percentuale sale al 32% nel terziario, al 24% nella manifattura e al 37% tra le grandi PMI. Il 31% delle imprese considera necessario adattare il modello operativo, mentre quasi due terzi non ravvisano questa esigenza.
«Anche in questo caso appare evidente che nelle aziende di grandi dimensioni l’uso dell’IA è molto avanzato e che le PMI del settore terziario vi abbiano maggiormente a che fare»
«La maggior parte delle PMI svizzere tuttavia continua evidentemente a ritenere che l’IA sia in grado di ottimizzare le procedure esistenti, senza mettere sostanzialmente in discussione il modello operativo»
Entrambe le dichiarazioni sono attribuite a Kathrin Braunwarth di AXA. L’assicuratore rende disponibili ulteriori comunicazioni nella propria area media; la sede indicata nel comunicato è a General-Guisan-Strasse 40, Winterthur.
Il contenuto è stato rielaborato per assodigitale.it, Digital News Magazine e la testata online a partire dai dati diffusi nel comunicato.
FAQ
Quante PMI svizzere utilizzano l’intelligenza artificiale?
Il 35% integra l’IA nei processi aziendali e il 39% la sta testando; il 26% non la utilizza.
Per quali attività le PMI usano maggiormente l’IA?
Traduzioni, corrispondenza e testi pubblicitari sono gli impieghi più frequenti, rispettivamente al 47%, 42% e 35%.
L’IA porterà tagli di personale nelle PMI?
Il 12% delle imprese con esperienza nell’IA ritiene possibile rinunciare in futuro a parte del personale.
Le PMI devono cambiare il modello di business?
Il 31% ritiene necessario un adeguamento del modello operativo, mentre quasi due terzi non ravvisano obblighi di intervento.
Come è stato verificato questo articolo?
Il contenuto si basa sul comunicato ufficiale diffuso dall’azienda, verificato e riscritto in forma giornalistica dalla nostra Redazione, con supervisione umana prima della pubblicazione.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza












VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green