Mps, anche Caltagirone contro il piano Lovaglio: cosa cambia per gli azionisti con l’offerta da 31,4 miliardi di Intesa
Francesco Gaetano Caltagirone, secondo azionista del Monte dei Paschi di Siena con il 10,26% del capitale, voterà contro tutti e cinque i punti all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria del 29 ottobre, quelli che compongono il piano difensivo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio. La decisione, presa all’unanimità e resa nota ieri, pesa sulla partita più importante del risiko bancario: l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sulla banca senese.

Chi si è schierato e con quali quote
Prima di Caltagirone si era mossa Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, primo socio con il 17,6%, che domenica 5 ottobre ha annunciato l’adesione all’offerta. A lei si è aggiunta Edizione, la cassaforte dei Benetton, pronta a conferire il proprio 1,45%. Gli impegni formali coprono così il 19,05% del capitale. L’imprenditore romano non ha ancora detto se porterà i suoi titoli a Intesa: se lo facesse, il totale salirebbe intorno al 29,3% e per raggiungere i due terzi mancherebbero circa 37 punti, da raccogliere tra investitori istituzionali e piccoli risparmiatori.
Sul fronte dell’assemblea il suo voto conta ancora di più. Il progetto di Lovaglio, che prevede due offerte su Banco Bpm e Banca Generali per rendere Mps troppo grande da comprare, ha bisogno dei due terzi dei voti espressi. Con i due soci principali contrari, la strada si fa molto stretta.
Quanto vale oggi l’offerta di Intesa
Il 3 ottobre Intesa ha migliorato i termini, come avevamo raccontato nel giorno del rilancio su Montepaschi. Per ogni azione Mps offre ora 1,25 euro in contanti, contro 1 euro della proposta iniziale, più 1,6 azioni Intesa di nuova emissione. Ai prezzi del 5 giugno ogni titolo senese era valutato 10,341 euro, con un premio del 15,3%. In caso di adesione totale l’operazione vale 31,4 miliardi, di cui 27,6 in azioni e 3,8 in denaro.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
Il valore effettivo però si muove ogni giorno insieme al prezzo di Intesa. Con la chiusura di ieri a 6,06 euro, la parte in azioni vale circa 9,70 euro e il corrispettivo complessivo arriva a circa 10,95 euro per ogni azione Mps. È una stima, da aggiornare sui prezzi del giorno. Nella mattinata di ieri Mps trattava intorno a 10,94 euro, quindi in linea con il valore implicito dell’offerta.
Cosa succede se passa il piano di Lovaglio
Intesa è stata esplicita. Se il 29 ottobre i soci approvassero anche uno solo dei punti straordinari dal terzo al quinto, cioè le offerte su Banco Bpm e Banca Generali e le operazioni sul capitale collegate, l’offerta diventerebbe definitivamente inefficace. Sulla fusione con Mediobanca, invece, la banca ha rinunciato alla condizione, pur chiedendo agli azionisti di votare contro.
Le date da segnare
Il periodo di adesione non è ancora fissato: sarà indicato nel documento di offerta, che verrà pubblicato al termine dell’istruttoria Consob. Prima ci sono due appuntamenti. Il 29 ottobre si riunisce l’assemblea di Siena, il giorno dopo il consiglio di Intesa decide sull’acconto sul dividendo 2026, pagabile a novembre. Se lo stacco arrivasse prima del pagamento del corrispettivo, il rapporto di cambio verrebbe alzato per compensare chi aderisce. Intorno alla partita si muovono anche altri gruppi, interessati agli sportelli che usciranno dal risiko, come UniCredit, mentre Unipol ha deliberato un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi per comprare 635 filiali Mps, operazione legata al successo dell’offerta.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza











VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green