Tfs statali, la manovra azzera l’attesa entro il 2030: quando arriva la liquidazione anno per anno
La liquidazione dei dipendenti pubblici arriverà sempre prima. Il disegno di legge di bilancio 2027, ora all’esame del Parlamento, accorcia di tre mesi all’anno l’attesa per il trattamento di fine servizio fino ad azzerarla nel 2030 e, dal 2031, alza la soglia della prima rata. La novità riguarda però soltanto chi lascia il lavoro per limiti di età: per chi si dimette o va in pensione anticipata non cambia nulla.

Cosa prevede la manovra
Oggi chi cessa dal servizio per limiti di età aspetta dodici mesi, più i novanta giorni che l’Inps ha a disposizione per pagare. La legge di bilancio 2026 ha già stabilito che per chi matura il diritto alla pensione dal 1° gennaio 2027 il termine scenda a nove mesi, come abbiamo spiegato nel pezzo sul Tfs in nove mesi. La nuova manovra prosegue su questa strada: sei mesi dal 2028, tre mesi dal 2029 e nessuna attesa dal 2030. Restano i novanta giorni tecnici dell’Inps, oltre i quali decorrono gli interessi.
L’intervento arriva dopo l’ordinanza n. 25 depositata il 5 marzo 2026, con cui la Corte costituzionale ha ribadito che differimento e rateizzazione contrastano con l’articolo 36 della Costituzione, rinviando il giudizio al 14 gennaio 2027.
Quando arriva la liquidazione anno per anno
Sommando l’attesa e i tempi tecnici, il calendario diventa più semplice da leggere. Chi matura il diritto nel 2027 riceverà la prima somma dopo circa dodici mesi dalla cessazione, chi lo matura nel 2028 dopo circa nove, chi lo matura nel 2029 dopo circa sei e chi lo matura dal 2030 dopo circa tre. Rispetto ai circa quindici mesi di oggi, il pagamento si avvicina quindi di un anno.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
Le rate: cosa cambia dal 2031
Fino al 2030 le rate restano quelle attuali: un solo versamento fino a 50mila euro lordi, due tra 50mila e 100mila euro, tre oltre questa cifra, a un anno di distanza l’una dall’altra. Dal 2031 la soglia della prima rata sale a 60mila euro, poi a 70mila nel 2032, 80mila nel 2033 e 90mila nel 2034. Dal 2035 la liquidazione sarà pagata in un’unica soluzione.
Qualche esempio, da leggere come simulazione sugli importi lordi. Un Tfs da 80mila euro oggi si divide in due rate, da 50mila e 30mila euro; dal 2033 arriverebbe tutto insieme. Un Tfs da 120mila euro oggi richiede tre versamenti, da 50mila, 50mila e 20mila euro; con le soglie del 2031 ne basterebbero due da 60mila euro.
Chi resta escluso
Per le dimissioni volontarie, con o senza diritto alla pensione, l’attesa resta di 24 mesi più i novanta giorni tecnici. Anche le rate restano quelle di oggi, con la prima a 24 mesi, la seconda a 36 e la terza a 48. Per inabilità o decesso non cambia il termine già più breve, 15 giorni più 90. Chi ha maturato il diritto alla pensione entro il 2026 resta infine ai dodici mesi.
Cosa può ancora cambiare
Il testo non è ancora legge: Camera e Senato devono approvarlo entro il 31 dicembre. Le audizioni potrebbero svolgersi tra il 9 e il 12 novembre e il termine per gli emendamenti potrebbe essere fissato al 17 novembre. Sul calendario resta anche l’udienza della Consulta del 14 gennaio, quando la legge di bilancio dovrebbe già essere in vigore.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza















VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green