Inflazione non spaventa. Poco impatto dai dazi. Dollaro in forte calo. Indici azionari in rialzo

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Il Bureau of Labor Statistics ha pubblicato i dati sull’inflazione relativa al mese di maggio negli Stati Uniti. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha evidenziato, su base annuale, un rialzo del 2,4%, inferiore alle attese del mercato (fissate per un +2,5% a/a). Su base mensile il CPI ha mostrato una variazione del +0,1% (aspettative fissate per un +0,2%). L’indice core (ovvero esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato una crescita del 2,8% (previsioni del mercato al 2,9%). Su base mensile l’aumento dei prezzi core è stato pari allo 0,1%, inferiore alle stime del consensus (+0,3% m/m).

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Le basse pressioni inflazionistiche aumentano le probabilità di un taglio dei tassi da parte della FED nel medio termine

L’attenzione della comunità finanziaria era tutta rivolta alla pubblicazione del dato sull’inflazione per capire le probabilità di un prossimo taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. I dati hanno mostrato che le pressioni inflazionistiche sono basse e non c’e’ stato alcun significativo impatto dei dazi, almeno per il momento. Le condizioni economiche statunitensi con un mercato del lavoro in leggero declino e un’inflazione sotto controllo aumentano le probabilità per un possibile taglio dei tassi di interesse nel secondo semestre.

Scenari per la Federal Reserve

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Nel breve termine non esistono al momento le condizioni per procedere a un cambio nelle strategie monetarie da parte della Federal Reserve. Crediamo che sia altamente probabile che la FED possa continuare a monitorare l’andamento delle variabili macroeconomiche (in particolare inflazione, PIL e disoccupazione) e decidere nel corso dei prossimi mesi la direzione della politica monetaria. I tassi di interesse rimarranno sui livelli attuali per un prolungato periodo di tempo. Le nostre attese NON prevedono alcun taglio da parte della Federal Reserve almeno fino a settembre. Condividiamo l’opinione del Presidente della FED di Chicago, Austan Goolsbee, che un taglio potrebbe essere effettuato dopo settembre quando saranno risolte tutte le controversie con i paesi colpiti dai dazi.

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Reazione dei mercati

La reazione è stata positiva sull’azionario USA. Sul mercato valutario si indebolisce il dollaro con l’aumento delle prospettive di possibili tagli dei tassi d’interesse da parte della FED nel secondo semestre.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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