Accise diesel, nuova proroga dello sconto in arrivo: cosa cambia dal 26 agosto
Il governo ha deciso di prorogare ancora, anche se solo per pochi giorni, lo sconto sulle accise che tiene sotto controllo il prezzo del gasolio alla pompa. La decisione è arrivata al termine di una riunione in videocollegamento tenutasi il 25 agosto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

La misura riguarda esclusivamente il gasolio, non la benzina, e consiste in una riduzione complessiva di 17,1 centesimi al litro: 14,1 centesimi di accisa e circa 3 centesimi di IVA. Lo sconto attualmente in vigore, applicato attraverso il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, sarebbe scaduto il 26 agosto. Il nuovo prolungamento, di pochi giorni e presumibilmente valido fino ai primi di settembre, deve ora essere formalizzato dal Consiglio dei ministri convocato per il pomeriggio del 26 agosto, alle ore 18.
Il nodo delle coperture
Dietro la scelta di procedere con proroghe brevi anziché con un intervento stabile c’è un problema di risorse. La precedente estensione della misura, valida dal 7 al 24 agosto, era costata circa 245 milioni di euro, reperiti attraverso tagli alla spesa dei ministeri. Il prolungamento successivo, fino al 26 agosto, è stato invece coperto con 20,8 milioni di euro di maggiore gettito IVA, generato dal rialzo del prezzo del petrolio nelle settimane precedenti. Secondo le stime circolate sulla stampa, mantenere lo sconto in modo permanente costerebbe circa un miliardo di euro al mese, una cifra che il governo non è al momento in grado di sostenere in modo strutturale.
Per questo motivo, dopo l’ultima proroga tampone, l’esecutivo vorrebbe abbandonare lo sconto generalizzato sul gasolio per tutti gli automobilisti e sostituirlo con un sostegno selettivo, rivolto alle fasce di reddito più basse.
Perché la decisione è arrivata in fretta
Sull’urgenza della riunione ha pesato anche il concomitante controesodo estivo, che porta milioni di automobilisti sulle strade proprio nei giorni in cui la misura rischiava di scadere. Il 23 agosto il prezzo medio nazionale del self-service era pari a 2,010 euro al litro per la benzina sulla rete ordinaria e a 2,087 euro in autostrada, mentre il gasolio si attestava a 2,130 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,203 euro in autostrada.
Senza la proroga, un pieno di gasolio da 50 litri sarebbe costato circa 8,55 euro in più. Il Codacons ha stimato che, in assenza di interventi, il prezzo del diesel avrebbe potuto avvicinarsi ai 2,30 euro al litro.
Cosa resta da definire
Sul futuro sostegno mirato alle fasce di reddito più basse restano ancora diversi punti da chiarire, a partire dalla soglia di reddito o ISEE che darebbe accesso alla misura, dalla forma che assumerebbe l’aiuto e dalle categorie di beneficiari coinvolte. Tra le ipotesi allo studio figurano un bonus diretto, una social card o un sostegno mirato alle famiglie economicamente più esposte al caro carburanti, ma al momento non risulta approvato alcun provvedimento definitivo in questo senso.
Parallelamente resta aperto il dibattito su un’eventuale tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche, proposta più volte dalle opposizioni. Palazzo Chigi continua a preferire un intervento coordinato a livello europeo, ritenuto più equo dal punto di vista della concorrenza tra i diversi Paesi, mentre le opposizioni chiedono di procedere subito con una misura nazionale.
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