Affitti brevi, Bruxelles prepara criteri comuni per le aree sotto stress abitativo

La notizia in sintesi
- Commissione europea pronta a presentare l’Affordable Housing Act il 9 settembre.
- Possibili limiti agli affitti brevi nelle zone con stress abitativo certificato.
- Il rapporto prezzo-reddito dovrà raggiungere almeno la soglia di otto.
- Fiaip chiede misure locali proporzionate e distinte per tipologia di attività.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Un criterio europeo per gli affitti brevi
La Commissione europea presenterà il 9 settembre l’Affordable Housing Act, regolamento che introduce un criterio comune per identificare le aree dell’Unione europea sottoposte a stress abitativo e consentire, in quei territori, limiti agli affitti brevi. La misura riguarda amministrazioni nazionali e locali chiamate a bilanciare accesso alla casa, pressione turistica e mercato residenziale, senza trasformare automaticamente ogni destinazione in zona regolata. Il parametro proposto nasce per intervenire dove l’acquisto delle abitazioni è diventato meno sostenibile: il rapporto tra prezzo medio di transazione e reddito disponibile medio dovrà raggiungere almeno otto e risultare cresciuto nell’arco di dieci anni.
La definizione punta a rendere comparabili le decisioni nei diversi mercati immobiliari europei.
Le condizioni previste dalla bozza europea
Secondo il testo visionato dall’ANSA, la doppia condizione evita che un valore elevato ma stabile faccia scattare la classificazione: occorrono sia una soglia prezzo-reddito di almeno otto sia il peggioramento del rapporto nell’ultimo decennio. Una volta individuate le zone, il regolamento apre alla possibilità di porre limiti alle locazioni di breve durata, collegando l’intervento a una pressione abitativa misurabile. La scelta di un indicatore unitario prova a superare criteri disomogenei tra territori, ma non equivale a un divieto generalizzato degli affitti turistici.
Nel confronto che precede la presentazione, Fiaip chiede regole proporzionate alle condizioni locali e segnala che le locazioni brevi costituiscono circa l’1,2% del patrimonio abitativo dell’Unione europea, con concentrazioni maggiori solo in alcune destinazioni turistiche. Il presidente Fabrizio Segalerba sostiene che intervenire prevalentemente su questo segmento rischierebbe di confondere una manifestazione locale con cause strutturali della crisi abitativa. La federazione distingue inoltre il proprietario di uno o pochi immobili da chi opera professionalmente su larga scala: per Segalerba, “regolare non significa vietare” e la politica europea deve aumentare l’offerta abitativa.
Il nodo tra piccoli proprietari e imprese
Il criterio proposto lega eventuali restrizioni a dati comparabili e a un deterioramento protratto, non alla sola popolarità turistica di un luogo. Per Stati e città, il passaggio successivo sarà tradurre la classificazione europea in misure calibrate, tenendo insieme abitazioni disponibili, controlli contro irregolarità e funzioni turistiche. La posizione della Fiaip indica che il negoziato potrà concentrarsi anche sulla distinzione tra piccola gestione patrimoniale e attività imprenditoriale organizzata nel settore.
FAQ
Quale soglia definisce lo stress abitativo?
Servirà un rapporto prezzo-reddito almeno pari a otto, accompagnato da un aumento dello stesso indicatore nei dieci anni precedenti.
Quando sarà presentato l’Affordable Housing Act?
La Commissione europea ha fissato al 9 settembre la presentazione dell’Affordable Housing Act, secondo quanto riportato dalla bozza visionata dall’ANSA.
Dove potranno essere limitati gli affitti brevi?
Le restrizioni potranno riguardare gli affitti brevi nelle zone con soglia prezzo-reddito di otto e incremento registrato nel decennio.
Quante case europee sono destinate agli affitti brevi?
Secondo Fiaip, le locazioni brevi valgono circa l’1,2% del patrimonio abitativo europeo, pur concentrandosi maggiormente in specifiche destinazioni turistiche.
Quali fonti sono state analizzate?
Le informazioni sono state rielaborate dalla Redazione con supervisione umana, attraverso un’analisi incrociata di fonti ufficiali, incluse ANSA.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, oltre a testate qualificate e specializzate.
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