Ape sociale 2026: scadenza domanda 30 novembre requisiti e proroga 2027
L’APE Sociale resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026, ma per chi vuole accedere alla misura la data più importante arriva un mese prima. Il 30 novembre 2026 scade infatti il termine ultimo per presentare all’INPS la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso.
Si tratta di un passaggio indispensabile e distinto dalla successiva domanda per ottenere materialmente l’indennità. Gli interessati non dovrebbero quindi aspettare la fine dell’anno, anche perché al momento non è ancora certa una proroga della misura nel 2027.

Cos’è l’APE Sociale
L’APE Sociale non è una vera pensione anticipata, ma un’indennità temporanea a carico dello Stato, erogata dall’INPS a determinate categorie di lavoratori in condizioni di particolare tutela.
La prestazione può essere riconosciuta a partire dai 63 anni e 5 mesi di età e accompagna il beneficiario fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia oppure fino al conseguimento anticipato di un altro trattamento pensionistico diretto.
La legge di Bilancio 2026 ha prorogato la misura per chi matura tutti i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2026.
Le scadenze per le domande nel 2026
Per il 2026 l’INPS ha previsto tre termini per la presentazione della domanda di riconoscimento: il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre 2026. Le prime due finestre si sono già chiuse, e quella del 30 novembre rappresenta pertanto l’ultima possibilità dell’anno.
Occorre prestare attenzione a un aspetto: il 31 dicembre indica la data entro la quale devono essere maturati i requisiti e non un’ulteriore scadenza ordinaria per la domanda di riconoscimento. Le istruzioni ufficiali dell’INPS stabiliscono che la richiesta deve essere presentata comunque entro il 30 novembre 2026.
Chi può accedere all’APE Sociale
La misura è riservata a quattro categorie principali: disoccupati, caregiver, persone con invalidità civile almeno pari al 74% e lavoratori addetti ad attività considerate gravose.
Oltre ai 63 anni e 5 mesi di età, bisogna possedere una determinata anzianità contributiva e rispettare le condizioni specifiche previste per la propria categoria.
Disoccupati: quali condizioni devono rispettare
Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori rimasti disoccupati in seguito a licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura prevista dalla legge, oppure scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato.
Nel caso del contratto a termine, il richiedente deve avere svolto almeno 18 mesi di lavoro dipendente nei 36 mesi precedenti la scadenza.
È inoltre necessario avere concluso integralmente la prestazione di disoccupazione spettante, come la NASpI, e possedere almeno 30 anni di contributi.
Requisiti per i caregiver
Il caregiver deve assistere, al momento della domanda e da almeno sei mesi, il coniuge oppure un parente di primo grado convivente riconosciuto come persona con disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104.
La misura può spettare anche a chi assiste un parente o affine convivente di secondo grado, ma soltanto quando i genitori o il coniuge della persona disabile hanno almeno 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti, sono deceduti oppure risultano mancanti.
Anche per i caregiver sono necessari almeno 30 anni di contribuzione.
Invalidità civile almeno al 74%
L’APE Sociale può essere riconosciuta anche alle persone con una riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74%, accertata dalle competenti commissioni per l’invalidità civile.
In questo caso servono almeno 30 anni di contributi, oltre al requisito anagrafico di 63 anni e 5 mesi.
Lavori gravosi: contributi e periodi di attività
Per i lavoratori addetti alle professioni gravose sono richiesti normalmente almeno 36 anni di contributi. L’attività gravosa deve essere stata svolta per almeno sette anni negli ultimi dieci, oppure sei anni negli ultimi sette.
Per alcune categorie il requisito contributivo è ridotto a 32 anni. L’agevolazione riguarda, tra gli altri, determinati operai edili, ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di prodotti in ceramica e terracotta.
È necessario verificare che la professione esercitata rientri precisamente negli elenchi e nei codici professionali ammessi dall’INPS.
Lo sconto contributivo per le lavoratrici madri
Per le donne il requisito contributivo può essere ridotto di 12 mesi per ogni figlio, entro il limite massimo di due anni. Di conseguenza, una lavoratrice con due figli potrebbe accedere, a seconda della categoria, con 28 anni di contributi invece di 30, 30 anni invece di 32, oppure 34 anni invece di 36.
La riduzione riguarda esclusivamente il requisito contributivo e non quello anagrafico.
Quanto spetta con l’APE Sociale
L’importo mensile corrisponde alla pensione calcolata al momento dell’accesso, entro un massimo di 1.500 euro lordi al mese.
L’indennità viene pagata per 12 mensilità. Non sono quindi previste la tredicesima e la rivalutazione annuale dell’importo. La prestazione non viene integrata al trattamento minimo e durante il periodo di fruizione non viene riconosciuta contribuzione figurativa.
L’APE Sociale non è inoltre reversibile ai superstiti.
È possibile lavorare durante l’APE Sociale?
L’APE Sociale è incompatibile con i redditi derivanti da lavoro dipendente o autonomo.
Rimane ammesso esclusivamente il lavoro autonomo occasionale, entro il limite di 5.000 euro lordi per anno solare. Il superamento del limite o lo svolgimento di attività incompatibili può determinare la decadenza dalla prestazione e il recupero delle somme indebitamente percepite.
Le due domande da presentare
La procedura può richiedere due passaggi distinti: prima la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso, poi la domanda per ottenere concretamente l’APE Sociale.
Con la prima richiesta l’INPS verifica la presenza dei requisiti personali, contributivi e lavorativi. La seconda serve invece per ottenere concretamente l’erogazione dell’indennità.
Chi possiede già tutti i requisiti al momento della richiesta dovrebbe presentare contestualmente entrambe le domande. È la stessa INPS a raccomandarlo, per evitare la perdita di eventuali mensilità.
La prestazione decorre infatti, in presenza di tutte le condizioni e dopo la cessazione dell’attività lavorativa, dal primo giorno del mese successivo alla domanda di accesso.
Perché conviene presentare la domanda tempestivamente
L’APE Sociale viene concessa entro determinati limiti di spesa ed è soggetta al monitoraggio dell’INPS.
In caso di risorse insufficienti, l’ordine di priorità viene stabilito considerando innanzitutto la vicinanza del richiedente all’età della pensione di vecchiaia. A parità di condizioni assume rilievo la data di presentazione della domanda di riconoscimento.
Presentare la richiesta il prima possibile consente inoltre di avere il tempo necessario per correggere eventuali errori o integrare la documentazione.
APE Sociale 2027: la proroga non è ancora certa
Al momento l’APE Sociale è finanziata soltanto fino al 31 dicembre 2026. Un’eventuale prosecuzione nel 2027 dovrà essere stabilita con una nuova disposizione legislativa, verosimilmente nell’ambito della prossima legge di Bilancio.
Fino all’approvazione definitiva della proroga, chi matura i requisiti nel 2026 non dovrebbe dare per scontata la possibilità di rinviare la domanda all’anno successivo.
Il termine da segnare è quindi il 30 novembre 2026. Prima dell’invio è opportuno controllare attentamente l’estratto conto contributivo, la categoria di appartenenza e tutta la documentazione necessaria, eventualmente con l’assistenza di un patronato.





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