Cina aumenta gli acquisti di petrolio, Brent oltre 107 dollari

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La notizia in sintesi

  • Cina aumenta le importazioni di petrolio dopo mesi di riduzione della domanda.
  • Il Brent supera 107 dollari al barile per le tensioni nel Golfo.
  • Gas europeo e rendimenti dei titoli di Stato registrano nuove pressioni.
  • Le rotte di Hormuz e Bab el-Mandeb restano decisive per l’offerta energetica.

DatamoneyRiassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch


Cina e petrolio, cambia l’equilibrio dei mercati

La Cina torna a incrementare gli acquisti di petrolio dopo avere ridotto nettamente le importazioni nei primi sei mesi della guerra del Golfo e della chiusura dello Stretto di Hormuz. La ripresa delle società cinesi, registrata da luglio e arrivata in agosto a 9,3 milioni di barili al giorno, modifica un fattore che aveva contenuto la domanda globale. Il cambiamento riguarda Pechino, ma si riflette sui mercati energetici internazionali, dall’Europa agli Stati Uniti.

Il Brent ha superato 107 dollari al barile, mentre il gas europeo ha raggiunto 82 euro per megawattora. Alla base vi sono il conflitto nel Golfo, la minore produzione saudita e la necessità cinese di ricostituire riserve non dichiarate.

Importazioni cinesi e rischi sulle rotte marittime

Tra febbraio e giugno, le importazioni delle raffinerie della Repubblica Popolare erano scese da oltre 12 milioni a sette milioni di barili quotidiani. Quel calo equivaleva a circa il 5% della domanda mondiale e contribuiva a evitare un’esplosione delle quotazioni malgrado la chiusura di Hormuz. Le autorità cinesi non hanno spiegato gli obiettivi né comunicato l’entità delle scorte; l’ipotesi è che Pechino abbia attinto alle riserve strategiche.

Da luglio il flusso è risalito e in agosto ha toccato 9,3 milioni di barili al giorno, livello ancora sotto quello precedente alla guerra. La ricostituzione delle riserve, stimate in 1,4 miliardi di barili, oppure acquisti favoriti dal Brent meno caro in agosto restano spiegazioni possibili, ma non confermate ufficialmente. Il sostegno ai prezzi arriva però anche dal quadro dell’offerta: dallo Stretto di Hormuz escono almeno cinque milioni di barili giornalieri in meno rispetto a febbraio.

Il Wall Street Journal riferisce che l’Iran è tornato a produrre missili balistici, mentre l’Arabia Saudita ha indicato per agosto la produzione più bassa dall’inizio della guerra. Gli Houthi, milizia yemenita alleata di Teheran, aumentano la pressione su Bab el-Mandeb, passaggio del greggio saudita diretto al Mar Rosso. Un eventuale trasferimento attraverso l’oleodotto egiziano verso Alessandria avvicinerebbe il rischio al Mediterraneo.

Energia cara, inflazione e debito sotto pressione

Il rincaro dell’energia si trasferisce alle attese d’inflazione e alle decisioni delle banche centrali, dopo la mossa della Bce. In Europa la vulnerabilità è accentuata dalle forniture dal Qatar paralizzate dalla guerra, dall’embargo sul metano russo previsto entro cento giorni e dalle scorte tedesche al 55%. I rendimenti sovrani ne mostrano l’effetto: il decennale italiano è al 4,38%, il francese al 4,43% e quello statunitense sfiora il 5%.

La tenuta delle rotte marittime condizionerà quindi energia, inflazione e debito pubblico.

FAQ

Quanto petrolio ha importato la Cina in agosto?

Le imprese cinesi hanno importato 9,3 milioni di barili al giorno in agosto, dopo la ripresa degli acquisti avviata da luglio.

Perché la domanda cinese influiva sui prezzi?

Il precedente taglio degli acquisti, pari a circa il 5% della domanda mondiale, aveva contribuito a limitare la pressione sui prezzi.

Quanto è salito il prezzo del Brent?

Il Brent ha superato 107 dollari al barile, massimo da quasi quattro mesi collegato agli sviluppi del conflitto nel Golfo.

Qual è il livello delle scorte tedesche?

Le scorte tedesche risultavano piene solo al 55% verso l’inverno, con forniture dal Qatar paralizzate ed embargo russo imminente.

Quali fonti sono state utilizzate?

La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi accurata di fonti stampa ufficiali, incluse ANSA.it, Adnkronos.it, Asca.it e AGI.it, insieme ad altre fonti qualificate e specializzate.

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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