Italia, stoccaggi oltre l’83% mentre il gas europeo sale

La notizia in sintesi
- Il gas europeo chiude a 72,5 euro al megawattora sul mercato di Amsterdam.
- L’Italia mantiene stoccaggi oltre l’83%, sopra Germania e Paesi Bassi.
- Danni a Ras Laffan e blocco di Hormuz hanno ridotto l’offerta mondiale.
- La Commissione europea esclude rischi immediati per gli approvvigionamenti.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Gas europeo in rialzo, Italia più protetta
Il mercato europeo del gas naturale resta sotto pressione dopo i danni all’impianto qatariota di Ras Laffan e il blocco dello stretto di Hormuz, che hanno ridotto l’offerta di GNL mentre la domanda estiva aumentava. A Milano, il 4 settembre 2026, ANSA ha rilevato che il future di ottobre sul mercato di Amsterdam, riferimento europeo, è salito dello 0,9% a 72,5 euro al megawattora. L’Italia, con stoccaggi oltre l’83%, affronta un quadro più solido di Germania e Paesi Bassi, ma ha dovuto sostituire parte delle minori forniture dal Qatar con acquisti statunitensi e importazioni nordafricane, pagati ai prezzi giornalieri più elevati dei contratti di lungo termine.
Offerta ridotta e scorte europee sotto osservazione
Il gas viene trasportato via gasdotto oppure come GNL sulle metaniere e, una volta nei porti, richiede rigassificatori per tornare allo stato gassoso. Ras Laffan forniva circa il 20% delle esportazioni mondiali di gas naturale liquefatto: i danni all’impianto e il blocco di Hormuz hanno quindi sottratto una quota rilevante dell’offerta internazionale.
Le temperature estive elevate hanno accresciuto i consumi elettrici per i condizionatori, mentre in Europa una parte significativa della produzione elettrica dipende ancora dal gas. I prezzi più alti hanno reso meno conveniente acquistare combustibile durante l’estate, periodo nel quale le aziende puntano normalmente a rivenderlo in inverno con una domanda più forte.
La situazione appare più critica in Germania e nei Paesi Bassi: a fine agosto i depositi tedeschi superavano di poco il 53%, quelli nederlandesi erano al 47%, lontani dagli obiettivi rispettivi del 70% e dell’80% entro il 1° novembre. Rispetto al 2022, tuttavia, i consumi europei di gas sono diminuiti di circa il 17% grazie a rinnovabili, maggiore efficienza e nuovi rigassificatori.
Clima e domanda possono attenuare la tensione
La Commissione europea, in un comunicato del 3 settembre, ha escluso un rischio immediato per la sicurezza degli approvvigionamenti e non ha indicato la necessità di interventi. Bruxelles ha però definito eccezionale il contesto creato dalla guerra in Medio Oriente, che rende i prezzi più volatili e imprevedibili.
L’intensificazione di El Niño potrebbe favorire temperature superiori alla media anche in Europa e ridurre la domanda invernale per il riscaldamento. Un inverno mite attenuerebbe l’impatto delle scorte incomplete nei Paesi più esposti.
FAQ
Qual è il prezzo del gas europeo?
Il future con consegna a ottobre sul mercato di Amsterdam ha chiuso a 72,5 euro per megawattora, in rialzo dello 0,9%.
Quanto sono pieni gli stoccaggi italiani?
Le riserve italiane superano l’83%, un livello vicino alla media storica quinquennale e superiore alle condizioni segnalate per Germania e Paesi Bassi.
Perché il gas è aumentato in Europa?
I danni a Ras Laffan, il blocco di Hormuz e la domanda elettrica estiva hanno ristretto l’offerta disponibile e sostenuto le quotazioni.
Quali obiettivi hanno Germania e Paesi Bassi?
La Germania punta al 70% e i Paesi Bassi all’80% di riempimento degli stoccaggi entro il 1° novembre.
Quali fonti sono state analizzate?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana fonti stampa ufficiali e qualificate, attraverso un’analisi congiunta che include Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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