Petrolio oltre 108 dollari dopo lo stop all’oleodotto saudita

La notizia in sintesi
- Il Brent supera 108 dollari dopo lo stop all’oleodotto saudita.
- Il rinvio dei colloqui su Hormuz accresce l’incertezza sulle forniture.
- Gas e Borse europee risentono della tensione energetica e tecnologica.
- Milano chiude in calo, con forti perdite per Prysmian e STMicroelectronics.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Petrolio in rialzo tra Hormuz e stop saudita
Il prezzo del petrolio è salito sui mercati internazionali il 14 settembre 2026, dopo la chiusura temporanea dell’oleodotto saudita East-West Pipeline e il rinvio dei colloqui fra Iran e Paesi del Golfo sulla navigazione nello stretto di Hormuz. Il Brent ha superato 108 dollari al barile e si è spinto quasi a 110, mentre il WTI ha sfiorato 104 dollari. Le interruzioni e l’incertezza sulle rotte di fornitura alimentano i timori per l’offerta, con effetti immediati su gas e Borse europee.
A Milano, il Ftse Mib ha chiuso in calo, penalizzato anche dalla volatilità del comparto tecnologico legata ai dubbi sull’intelligenza artificiale.
Le rotte energetiche sotto pressione
La East-West Pipeline costituisce una delle principali alternative allo stretto per le esportazioni saudite; Arabia Saudita ne ha disposto lo stop temporaneo dopo attacchi con droni. Parallelamente, l’Oman ha rinviato l’incontro tra Iran e Paesi del Golfo che doveva esaminare una rotta marittima provvisoria attraverso Hormuz. Domenica una nave mercantile è stata colpita nello stretto: secondo le autorità iraniane, una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite.
Il gas naturale alla Borsa di Amsterdam è arrivato a 83,3 euro per megawattora, oltre 40 euro in più rispetto a tre mesi prima, mentre si avvicinano i picchi di consumo invernali. Sul listino milanese Prysmian e STMicroelectronics hanno perso oltre il 6%, mentre Parigi e Francoforte hanno chiuso negative e Londra ha guadagnato grazie al petrolifero.
Le dichiarazioni di Dario Amodei sui rischi dell’IA, condivise da Elon Musk e Sam Altman, hanno accentuato la prudenza degli investitori, estendendo la pressione agli indici azionari europei.
Forniture e prezzi restano legati a Hormuz
Il peso dello stretto emerge anche dai flussi di greggio: secondo le stime riportate, i transiti sono scesi da circa 20 milioni a circa 7 milioni di barili al giorno. La società Lipow Oil Associates attribuisce circa 1,2 milioni di barili giornalieri di interruzioni all’area di Hormuz, contro 800 mila legati al divieto russo sulle esportazioni di diesel.
Per consumatori e imprese, la tenuta delle rotte marittime diventa quindi il fattore più immediato per l’evoluzione dei prezzi energetici.
FAQ
Perché il Brent ha superato 108 dollari?
La chiusura temporanea della East-West Pipeline e l’incertezza su Hormuz hanno ridotto la fiducia nella continuità delle forniture.
Quanto valeva il gas ad Amsterdam?
Il gas naturale ha raggiunto 83,3 euro al megawattora, oltre 40 euro in più rispetto al livello registrato tre mesi prima.
Quali titoli hanno perso più terreno a Milano?
Prysmian e STMicroelectronics hanno registrato entrambe ribassi superiori al 6%, contribuendo alla debolezza del Ftse Mib.
Cosa è accaduto alla nave nello stretto?
Una nave mercantile è stata colpita a Hormuz, causando una vittima e tre feriti secondo le autorità iraniane.
Quali fonti sono state analizzate?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi accurata di fonti stampa, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza












VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green