Risparmio, nel 2026 il 56% degli italiani mette da parte il 12% del reddito

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Risparmio, nel 2026 il 56% degli italiani mette da parte il 12% del reddito

La notizia in sintesi

  • Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi rilevano risparmi diffusi ma maggiore prudenza.
  • Il 56% degli intervistati ha risparmiato nel 2026, accantonando mediamente l’11,9% del reddito.
  • I giovani tra 18 e 24 anni mostrano la più alta avversione al rischio.
  • Casa, liquidità e consulenza bancaria restano riferimenti centrali per le famiglie.

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Risparmio italiano più prudente nel 2026

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi fotografano un risparmio familiare ancora diffuso ma più difensivo nell’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026, presentata a Milano il 15 settembre 2026. La ricerca, condotta su 1.800 capifamiglia titolari di conto corrente, rileva che il 56% ha accantonato risorse nel 2026, contro il 58% dell’anno precedente, mentre la quota media resta all’11,9% del reddito disponibile. La prudenza nasce dall’incertezza percepita sul quadro nazionale e geopolitico e orienta le famiglie verso sicurezza e liquidità, senza fermare del tutto gli investimenti.

Casa e pensione restano obiettivi centrali, perché il patrimonio immobiliare continua a sostenere la ricchezza delle famiglie e il futuro previdenziale.

Rischio, portafogli e fiducia nelle banche

L’indagine segnala un netto aumento dell’avversione al rischio: il relativo indicatore raggiunge 33,6, rispetto a 20,5 nel 2025. Il dato più rilevante riguarda i giovani tra 18 e 24 anni, per i quali il rapporto sale a 84, un livello associato agli effetti di pandemia, inflazione e tensioni geopolitiche vissute negli anni della formazione. Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo, ha sintetizzato il nodo osservato dalla ricerca: “Il risparmio è abbondante, il tema è come portarlo verso il mercato”.

La cautela, tuttavia, non coincide con una gestione più equilibrata dei capitali. Quasi il 72% degli investitori possiede portafogli poco o per nulla diversificati e solo il 36% sa che un fondo azionario può risultare meno rischioso di una singola azione. Le obbligazioni sono detenute dal 23,5% del campione, mentre le azioni sono state possedute negli ultimi cinque anni dal 7,8%. Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi, ha presentato con De Felice una fotografia nella quale il pessimismo sul contesto italiano e quello geopolitico risultano ormai equivalenti.

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La casa mantiene un peso determinante: circa il 79% degli intervistati vive in un’abitazione di proprietà e due terzi della ricchezza media familiare, stimata attorno a 320mila euro, è legata agli immobili.

Digitale utile, ma non sostitutivo

La tecnologia avanza nella gestione quotidiana, ma non sostituisce la relazione personale. Il 58,1% opera soprattutto allo sportello, contro il 12,8% che gestisce prevalentemente i rapporti tramite app mobile; truffe e protezione dei dati preoccupano il 76,5% degli intervistati. Le notifiche sulle spese raccolgono interesse, mentre circa l’87% mostra resistenza verso sistemi di intelligenza artificiale completamente automatizzati nelle decisioni finanziarie.

Il risultato indica che innovazione e consulenza bancaria continueranno a convivere, soprattutto nelle scelte patrimoniali più delicate.

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FAQ

Quanti italiani sono riusciti a risparmiare nel 2026?

Il 56% degli intervistati ha dichiarato di avere risparmiato, in calo rispetto al 58% rilevato nell’edizione 2025 dell’indagine.

Quanto reddito viene mediamente accantonato?

La quota media risparmiata raggiunge l’11,9% del reddito disponibile, un livello sostanzialmente stabile nonostante la lieve riduzione dei risparmiatori.

Perché i giovani evitano gli investimenti rischiosi?

Gli shock di pandemia, inflazione e tensioni geopolitiche hanno accresciuto la cautela dei 18-24enni, con un indicatore di avversione al rischio pari a 84.

Quanto è diffusa la diversificazione dei portafogli?

Quasi il 72% degli investitori detiene portafogli poco o per nulla diversificati, nonostante la diversificazione sia un principio della gestione del rischio.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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