Studio: pagoPA ha portato ai Comuni fino a 469 milioni di euro in più

La notizia in sintesi
- pagoPA ha aumentato la capacità di riscossione dei Comuni tra il 2021 e il 2024.
- Lo studio stima entrate aggiuntive comprese tra 243 e 469 milioni di euro.
- I miglioramenti maggiori riguardano mense, asili, sanzioni stradali e TARI.
- Le risorse PNRR hanno finanziato l’integrazione digitale in 6.123 Comuni italiani.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
pagoPA e riscossione comunale: i risultati dello studio
pagoPA, la piattaforma nazionale per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, ha contribuito ad accrescere la capacità di riscossione dei Comuni italiani nel quadriennio 2021-2024. Lo rileva lo studio econometrico “Effetti dell’adozione dei servizi pagoPA sulla capacità di riscossione dei Comuni”, promosso con la Ragioneria Generale dello Stato, l’Unità di Missione Next Generation EU, l’Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni e PagoPA.
L’analisi, illustrata da Riccardo Fusari, responsabile dell’Area Strategic Coordination & Data di PagoPA nel dipartimento guidato dal Chief Data Officer Michelangelo Quaglia, attribuisce alla digitalizzazione maggiori entrate comprese fra 243 e 469 milioni di euro. La stima riguarda le somme aggiuntive riscosse dagli enti locali grazie all’adozione della piattaforma.
Il dato è rilevante perché individua un effetto misurabile sui bilanci comunali: non solo la digitalizzazione dell’incasso, ma anche l’aumento della liquidità disponibile per finanziare servizi rivolti alle comunità locali.
Secondo Fusari, lo studio separa l’impatto causale di pagoPA dai trend macroeconomici generali. Il risultato indica che la transizione digitale può produrre effetti finanziari concreti quando coinvolge l’intera gestione amministrativa, dalla fase di pagamento alla riconciliazione contabile e alla rendicontazione.
La piattaforma non ha sostituito forzatamente i canali tradizionali, rimasti disponibili per i cittadini. Ha però esteso nella Pubblica Amministrazione strumenti propri dei pagamenti digitali, come multicanalità, indicazione immediata degli importi dovuti e integrazione con l’App IO.
In questo quadro, la semplificazione dell’adempimento diventa un elemento operativo per gli enti: un pagamento più chiaro e accessibile può ridurre ritardi e incombenze, con riflessi diretti sulla capacità di incasso.
Servizi più frequenti e riduzione dei divari territoriali
Gli incrementi più evidenti rilevati dallo studio riguardano i servizi scolastici, le sanzioni stradali e la TARI. Per mense e asili il tasso di incasso cresce di 3,3 punti percentuali, per le sanzioni stradali di 2,4 punti e per la TARI di 0,9 punti.
La differenza dipende dalla frequenza delle transazioni e dalla natura delle prestazioni. Le mense scolastiche e gli asili comportano pagamenti ricorrenti, direttamente connessi a un servizio essenziale per le famiglie; la riduzione dei passaggi burocratici e la leggibilità del dovuto possono quindi favorire un adempimento più rapido.
TARI e sanzioni incidono inoltre su voci rilevanti della finanza locale: la tassa sui rifiuti rappresenta oltre il 31% degli accertamenti tributari comunali, mentre le sanzioni stradali superano il 17% delle entrate extratributarie.
Lo studio segnala anche una riduzione dei divari territoriali. Tra il 2020 e il 2024, nei Comuni del Mezzogiorno e delle Isole i pagamenti digitali sono aumentati di 12 punti percentuali, con una contestuale diminuzione del ricorso al contante e un riallineamento ai livelli medi nazionali.
Il risultato più marcato emerge nei Comuni che nel 2019 mostravano una minore capacità iniziale di riscossione. Nel primo quartile del campione, relativo agli enti più fragili, il tasso di incasso dei servizi a domanda individuale, inclusi mense e asili nido, è salito di 10,2 punti percentuali.
Negli enti già collocati nel quarto quartile, cioè quelli con risultati iniziali più avanzati, l’aumento è stato pari a 2,8 punti. L’infrastruttura centralizzata ha dunque offerto alle amministrazioni minori una base tecnologica comune, evitando che ciascun Comune debba sostenere autonomamente costi e complessità per portali proprietari.
L’accelerazione è stata sostenuta dal PNRR. Per la misura 1.4.3, gestita dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, circa 135 milioni di euro sono stati erogati ai Comuni attraverso avvisi collegati a target tecnologici certificati.
Hanno finanziato l’integrazione con pagoPA oltre il 77% dei Comuni italiani, pari a 6.123 enti. Quasi l’80% dei Comuni ha aderito agli avvisi PNRR e la media è arrivata a oltre 39 servizi attivi per ente, superando il traguardo di 35.
Il valore dell’intervento, secondo le evidenze riportate, non riguarda soltanto l’installazione di software. Comprende competenze organizzative, capacità progettuale e processi contabili più strutturati, fattori necessari affinché il canale digitale produca risultati stabili.
Dati, privacy e integrazione dei servizi pubblici
A fine 2025, pagoPA indicava oltre 450 milioni di transazioni e 46 milioni di utenti. Sul solo comparto comunale, l’analisi richiama oltre 64 milioni di transazioni per 11,6 miliardi di euro di controvalore, una massa informativa considerata strategica per il monitoraggio della finanza locale.
Fusari sottolinea che l’utilizzo dei dati deve rispettare protocolli di privacy, anonimizzazione e aggregazione. L’obiettivo dichiarato è integrare le informazioni in Data Spaces pubblici e interoperabili, così da valutare con maggiore precisione l’efficacia delle riforme nei territori.
La prossima fase riguarda il collegamento tra pagoPA, App IO e il Servizio di Notifica Digitale SEND: notifica con valore legale, promemoria e pagamento potrebbero diventare passaggi di una stessa procedura digitale.
PagoPA prevede di estendere i modelli econometrici per misurare il valore economico di questa integrazione. Per i Comuni, la conseguenza attesa è una riduzione dei tempi di incasso; per i cittadini, un accesso più lineare ai servizi e agli adempimenti amministrativi.
FAQ
Quanto ha generato pagoPA per i Comuni?
Lo studio stima fra 243 e 469 milioni di euro di maggiori entrate riscosse dai Comuni nel periodo 2021-2024.
Quali entrate comunali migliorano maggiormente?
Mense e asili registrano un aumento di 3,3 punti percentuali, seguiti da sanzioni stradali con 2,4 punti e TARI con 0,9 punti.
Quanti Comuni hanno finanziato l’integrazione?
Hanno finanziato l’integrazione a pagoPA 6.123 Comuni, oltre il 77% degli enti italiani, attraverso gli avvisi della misura PNRR 1.4.3.
Come sono cambiati i pagamenti nel Mezzogiorno?
Nei Comuni del Mezzogiorno e delle Isole i pagamenti digitali sono aumentati di 12 punti percentuali tra 2020 e 2024.
Quali fonti sono state utilizzate?
Le informazioni derivano da una verifica redazionale con supervisione umana, basata sull’analisi delle fonti stampa ufficiali e qualificate, comprese Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate con criteri di accuratezza giornalistica.
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