Treasury USA oltre il 5%, Borse resilienti ai tassi alti

La notizia in sintesi

  • I rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati in Stati Uniti, Europa, Giappone e Regno Unito.
  • Il Treasury trentennale ha superato il 5%, sui massimi dal 2007.
  • Le Borse restano sostenute da crescita economica, investimenti tecnologici e utili societari.
  • Il rischio aumenta se tassi elevati coincideranno con rallentamento economico e inflazione persistente.

DatamoneyRiassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch


Rendimenti in rialzo, Borse ancora resilienti

Il mercato dei Treasury statunitensi guida una nuova fase di tensione sui bond: rendimenti in rialzo negli Stati Uniti, in Germania, Giappone e Regno Unito stanno aumentando il costo del debito pubblico e privato. Il 2 settembre il Treasury decennale ha raggiunto il 4,81%, mentre il trentennale è salito al 5,33%, massimo dal 2007, in un contesto segnato da inflazione attesa, spesa fiscale, incertezza geopolitica e investimenti nell’intelligenza artificiale.

Nonostante il tradizionale effetto negativo di tassi più alti sulle valutazioni, i mercati azionari hanno mantenuto una notevole tenuta. La spiegazione indicata da analisti e banchieri centrali è che il rialzo dei rendimenti riflette anche un’economia ancora solida, capace di sostenere ricavi, margini e utili delle imprese.

Il punto decisivo per gli investitori non è quindi soltanto il livello dei tassi, ma la ragione della loro crescita: espansione economica e produttività producono effetti diversi da inflazione fuori controllo o dubbi sulla sostenibilità dei conti pubblici.

Crescita, IA e utili attenuano la pressione

John Williams, presidente della Fed di New York, ha attribuito l’aumento dei rendimenti a lungo termine alla forza dell’economia statunitense e agli investimenti in IA, data center e tecnologia. “Ciò che la sostiene è in realtà un’economia statunitense forte e prospettive solide”, ha spiegato, distinguendo tra condizioni finanziarie restrittive e un’economia che influenza i mercati finanziari.

Lo stesso ragionamento è stato richiamato da Kevin Warsh a Jackson Hole il 28 agosto: i consumi reali sono cresciuti di oltre il 2% negli ultimi quattro trimestri, gli acquisti finali privati interni avanzano a un ritmo annuo vicino al 3% e la disoccupazione al 4,1% resta contenuta. Per Warsh, nel complesso, le condizioni finanziarie non appaiono restrittive.

Il supporto più concreto arriva dagli utili: secondo FactSet, con il 97% delle società dello S&P 500 che aveva pubblicato i dati del secondo trimestre, l’86% ha superato le attese sugli utili e il 77% quelle sui ricavi. La crescita aggregata degli utili è risultata del 52%, con ricavi in aumento del 15,5% e margine netto al 17%. Francesco Maria Di Bella di UniCredit segnala però che shock energetici, politica monetaria restrittiva, debito e geopolitica continuano a spingere i rendimenti globali.

La prova sarà il rapporto tra tassi e crescita

Per Ed Yardeni, presidente di Yardeni Research, il Treasury decennale resta nella fascia del “old normal” tra 4% e 5%, ancora inferiore alla crescita nominale dell’economia americana. Il segnale più problematico non sarebbe quindi il superamento di una soglia isolata, ma rendimenti in ascesa insieme a utili rivisti al ribasso e inflazione in accelerazione.

La riunione della Federal Reserve del 16 settembre offrirà un passaggio rilevante: il mercato valuterà se la resilienza dell’economia potrà continuare ad assorbire il costo del denaro più elevato.

FAQ

Perché i rendimenti obbligazionari stanno salendo?

Inflazione attesa, politiche monetarie restrittive, spesa fiscale, tensioni energetiche e investimenti privati sostenuti stanno aumentando il premio richiesto dagli investitori.

Quanto rendeva il Treasury trentennale?

Il rendimento del Treasury statunitense a trent’anni ha raggiunto il 5,33%, segnando il livello più elevato osservato dal 2007.

Perché tassi alti penalizzano le azioni?

Costi di finanziamento maggiori riducono l’attrattiva delle valutazioni azionarie e offrono agli investitori obbligazioni con rendimenti alternativi più elevati.

Quale livello ha toccato il Btp decennale?

Il Btp decennale italiano ha raggiunto il 4,24%, massimo da novembre 2023, con spread sul Bund poco sopra 80 punti base.

Quali fonti hanno sostenuto l’analisi?

La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi incrociata di fonti stampa qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, verificando coerenza e attendibilità dei dati disponibili.

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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