Usa, il lavoro forte spinge i tassi: Trump minaccia la Fed

La notizia in sintesi
- Donald Trump chiede alla Fed di ridurre i tassi d’interesse.
- Ad agosto gli Stati Uniti hanno creato 162.000 posti di lavoro.
- Il dato aumenta le attese per una stretta monetaria a settembre.
- Il presidente minaccia blocchi commerciali verso Paesi in surplus con Washington.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Trump attacca la Fed dopo i dati sul lavoro
Donald Trump torna a fare pressione sulla Federal Reserve dopo i dati diffusi il 4 settembre 2026 a New York: ad agosto l’economia degli Stati Uniti ha creato 162.000 posti di lavoro, oltre le attese di 55.000, mentre la disoccupazione è rimasta al 4,1%. Il dato rafforza l’ipotesi che la Fed, guidata da Kevin Warsh, possa aumentare il costo del denaro nella riunione di settembre, scenario accolto dai mercati con ribassi azionari e rendimenti dei Treasury in salita. Per evitare una stretta, il presidente ha chiesto tassi più bassi e ha minacciato di fermare gli scambi con i Paesi verso cui Washington registra un deficit commerciale.
Lavoro forte, mercati cauti e tensione sui Treasury
Il Bureau of Labor Statistics ha inoltre rivisto il dato di luglio, indicando 21.000 posti creati invece della stima iniziale che segnalava 23.000 perdite. La solidità dell’occupazione viene letta dagli investitori come un fattore che riduce lo spazio per mantenere invariato il costo del denaro, mentre l’inflazione resta il prossimo dato decisivo per le valutazioni della banca centrale. Secondo Jason Granet di Bny, l’andamento del lavoro fa pendere l’ago della bilancia verso un rialzo; Stephen Brown di Capital Economic ritiene difficile trovare nei numeri di agosto elementi per giustificare tassi fermi.
Trump ha replicato con un messaggio su Truth: “Abbassate i tassi o smetterò di commerciare con i Paesi con cui abbiamo un deficit”. Nel mirino della minaccia figurano partner rilevanti come Canada, Messico, Cina ed Europa, una platea che comprende una quota significativa delle importazioni statunitensi. Parallelamente, i rendimenti dei Treasury restano sotto pressione nonostante il rafforzamento del piano di buyback promosso dal segretario al Tesoro Scott Bessent; pesa anche l’ipotesi di una riduzione dell’esposizione al debito Usa da parte del fondo sovrano norvegese.
Inflazione e midterm aumentano la pressione politica
Il prossimo dato sull’inflazione determinerà quanto la Fed potrà ignorare le richieste della Casa Bianca. Per Trump, un rialzo dei tassi a due mesi dalle elezioni di metà mandato avrebbe un costo politico immediato, perché renderebbe più onerosi credito, mutui e finanziamenti per famiglie e imprese. Il confronto può quindi irrigidirsi anche con Kevin Warsh, nominato dal presidente e finora riuscito a mantenere invariato il costo del denaro nelle prime due riunioni.
FAQ
Quanti posti sono stati creati ad agosto?
Ad agosto gli Stati Uniti hanno aggiunto 162.000 occupati, contro 55.000 attesi dagli analisti; la disoccupazione è rimasta al 4,1%.
Come è cambiato il dato occupazionale di luglio?
Il Bureau of Labor Statistics ha rivisto luglio a 21.000 posti creati, sostituendo la stima iniziale di 23.000 perdite.
Quali Paesi cita la minaccia commerciale di Trump?
Canada, Messico, Cina ed Europa rientrano tra i partner con cui Washington registra un deficit commerciale, secondo le informazioni riportate.
Quando potrebbe decidere la Federal Reserve?
La riunione della Federal Reserve indicata dalle fonti è fissata per il 16 settembre, dopo la pubblicazione del prossimo dato sull’inflazione.
Quali fonti sono state utilizzate?
L’articolo nasce dall’analisi accurata di fonti stampa ufficiali, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrate con fonti giornalistiche qualificate e rielaborate dalla Redazione con supervisione umana.
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