Il recente sell-off mostra che i mercati non sono pronti per politiche monetarie più rigide

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Il recente selloff dei Treasuries statunitensi indica il cambiamento delle aspettative delle politiche monetarie. Meno l’inflazione è transitoria, più le banche centrali dovranno diventare aggressive, e il selloff nel mercato obbligazionario continuerà.

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In una giornata più calma per i mercati finanziari è utile fare un passo indietro per capire meglio quali sono le tendenze che guidano il sentimento del rischio nel mercato delle obbligazioni. Attualmente posso indicare quattro driver principali per i Treasuries USA:

  • Domanda e offerta
  • Dilemma del tetto del debito
  • Aspettative di inflazione
  • Aspettative delle politiche monetarie

Quanto sopra può essere usato come una bussola quando si analizza il recente selloff nei Treasuries USA e mostra che il rapido aumento dei rendimenti può essere attribuito solo da un cambiamento nelle aspettative di politica monetaria.

Domanda e offerta

La scorsa settimana il Tesoro statunitense ha venduto note a 2 anni, 5 anni e 7 anni e nonostante la domanda sia stata leggermente inferiore rispetto all’estate, è stata abbastanza buona da non provocare volatilità nel mercato secondario. La metrica delle offerte è peggiorata considerevolmente solo per le note a 2 anni, il che potrebbe essere legato al dilemma del tetto del debito. Tuttavia, la domanda per i Treasuries continua ad essere abbastanza alta per credere che il recente irripidimento della curva dei rendimenti non sia stato causato da discrepanze tra domanda e offerta.

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Dilemma del tetto del debito

Le discussioni riguardanti il problema del tetto del debito stanno assumendo un ruolo centrale, dato che Janet Yellen ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero andare in default sul loro debito già il 18 ottobre, una data inquietantemente vicina. Tuttavia, la reazione a questa notizia dovrebbe portare ad un appiattimento della curva dei rendimenti, dove i rendimenti delle scadenze brevi della curva aumentano più velocemente delle scadenze lunghe. Infatti, un’inadempienza provocherebbe tassi a breve termine più alti, mentre la parte lunga della curva dei rendimenti, i rendimenti a 10 anni in particolare, scenderanno servendo da rifugio sicuro, esattamente come hanno fatto durante la precedente crisi del tetto del debito.

Pertanto, solo la mancanza di domanda per l’asta delle note a 2 anni può essere ricondotta alla crisi del tetto del debito, mentre il selloff su tutte le scadenze più lunghe non può essere collegato a questo argomento. Per questo, ci aspettiamo che il tasso del Treasury decennale possa fluttuare tra il 1.4% e il 1.6% fino a quando una soluzione del tetto del debito non sara’ trovata.

Aspettative d’inflazione

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Guardando i tassi breakeven, le aspettative sono in aumento rispetto all’estate a causa delle interruzioni supply-chain ed il continuo aumento del prezzo energetico. Più le pressioni inflazionistiche aumentano, piu’ ci possiamo aspettare che le politiche monetarie diventino aggressive e che si vada incontro ad aumento dei tassi di interesse, a cui il mercato non e’ ancora pronto.

Aspettative delle politiche monetarie

Possiamo affermare con certezza che il recente rialzo dei rendimenti nominali e reali è stato causato dal cambiamento delle aspettative delle politiche monetarie. Infatti, l’eurodollar strip sta prezzando due rialzi dei tassi entro la fine del 2022. Mentre nel 2021, il mercato si aspetta già un rialzo dei tassi di 15bps. Si tratta di un cambiamento massiccio rispetto a qualche settimana fa, quando il mercato credeva ancora che la Federal Reserve aderisse all’’Average Inflation Targeting (AIT) e che i rialzi dei tassi potessero iniziare solo nel tardo 2022.

Rimane comunque una grande domanda: i tassi continueranno a salire? La nostra risposta breve a questa domanda è sì. Tuttavia dipende da come l’inflazione si rivelerà più o meno transitoria. I prossimi mesi saranno chiave per capire dove si sta andando per capire se l’incontro del FOMC di dicembre sarà più o meno aggressivo. Meno l’inflazione è transitoria, più le banche centrali dovranno essere aggressive, e il selloff nel mercato obbligazionario continuerà.

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