Italiani e sanità

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E’ stata pubblicata la nuova edizione del Rapporto annuale l’Outlook Salute Italia di Deloitte che tratteggia il rapporto evolutivo tra italiani e sanità.

Quali sono le principali evidenze ?

La nuova ricerca segnala che anche in ambito sanitario gli sviluppi tecnologici vengono percepiti come uno strumento in più a disposizione dei cittadini, soprattutto in tema di Fascicolo Sanitario Elettronico, delle possibilità offerte dall’Intelligenza Artificiale e nel peso crescente delle autodiagnosi online. Al di là del ruolo del digitale, questa indagine rileva un maggiore ricorso a controlli preventivi e una maggiore domanda verso ambiti specialistici.

Rispetto al livello pre-Covid, anche se in lieve miglioramento rispetto allo scorso anno, è ancora inferiore la percentuale degli utenti che fruisce delle principali prestazioni sanitarie. Cresce però il ricorso ad attività di prevenzione come screening, check-up, vaccinazioni.

Visite specialistiche, esami di laboratorio e attività di prevenzione restano sul podio tra i servizi più richiesti. Permane una generale disparità nell’accesso alle prestazioni: la rinuncia alle cure è un tema aperto per circa 1 italiano su 3, soprattutto nelle fasce più deboli e nel Sud; il dato è comunque in calo del 3% a livello generale. Il Pubblico resta la prima opzione soprattutto per attività di prevenzione (49%), interventi chirurgici maggiori (42%) e interventi minori ambulatoriali (33%). Questi dati sono comunque in calo rispetto al pre-pandemia.

A fronte di questa decrescita, aumenta la tendenza ad affidarsi a servizi in libera professione e in intramoenia in strutture pubbliche o in strutture private convenzionate. Ad esempio, per gli esami di laboratorio, si registra negli ultimi tre anni una crescita del 22% nel Privato o Privato convenzionato e una discesa speculare nel Pubblico. 2 italiani su 5 dichiarano di avere fruito di almeno una prestazione presso una farmacia, ma si segnala un calo di 10 punti percentuali rispetto all’anno scorso. Il Sud è l’area in cui se ne fa più ricorso.

Il giudizio degli italiani al Sistema Salute resta stabile. Il Pubblico rimane sulla sufficienza, al 6,3 anche quest’anno. Il Privato al 7,0, ma in diminuzione di un decimale rispetto allo scorso anno. Tra gli aspetti valutati meno positivamente: l’attuale limitata disponibilità dei servizi di telemedicina, tema di crescente sensibilità dopo le campagne relative al PNRR, e i tempi di attesa per l’inserimento in strutture protette, la diagnostica, i ricoveri ospedalieri e le visite ambulatoriali.

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