Mercato private equity, venture capital e fondi pensione. L’analisi condotta da AIFI

Mercato private equity, venture capital e fondi pensione

Di Roberto Carli

Sono stati presentati i risultati dell’analisi condotta da AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), in collaborazione con PwC Italy, sul mercato italiano del capitale di rischio.

Nel 2024 la raccolta del private equity e venture capital è stata pari a 6.673 milioni di euro (di cui 5.906 milioni raccolti sul mercato), in crescita del 77% rispetto ai 3.772 milioni dell’anno precedente. Gli operatori che nel 2024 hanno svolto attività di fundraising sono stati 42 (35 l’anno precedente). Con riferimento alla provenienza geografica1 dei fondi raccolti sul mercato, la componente domestica ha rappresentato il 66%, mentre il peso di quella estera è stato del 34%. A livello di fonti, il 17% della raccolta deriva da fondi pensione e casse di previdenza (984 milioni di euro), seguiti dal settore pubblico (16%, 937 milioni) e dai fondi di fondi privati (10%, 577 milioni).

Nel 2024 l’ammontare investito dagli operatori di private equity e venture capital è stato pari a 14.903 milioni di euro, in aumento dell’83% rispetto all’anno precedente, trainati dalla presenza significativa di investimenti di dimensioni elevate, sia nel comparto delle infrastrutture sia in quello dei buy out, che invece erano in numero ridotto nel 2023. Nel corso del 2024, infatti, sono stati realizzati 10 large deal e 6 mega deal 3, che insieme hanno rappresentato il 59% dell’ammontare complessivo investito nell’anno (8.833 milioni di euro). Nel 2023, invece, erano stati realizzati solamente 6 large deal e 4 mega deal, per un peso del 36% dell’ammontare complessivo investito nell’anno (2.927 milioni di euro). Da sottolineare che le operazioni caratterizzate da un ammontare inferiore ai 150 milioni di euro (small e medium deal) hanno attratto 6.070 milioni di euro, rappresentando il valore più alto di sempre. Il numero di operazioni si è attestato a 732, in lieve calo (-2%) rispetto alle 750 dell’anno precedente, trainato anche quest’anno dall’attività di venture capital.

Con riferimento all’origine geografica degli operatori, rimane elevato l’interesse dei soggetti internazionali per il nostro mercato: nel 2024, infatti, il 71% dell’ammontare complessivo è stato investito da operatori esteri (10.645 milioni).

A livello settoriale, il 2024 ha visto al primo posto per numero di investimenti il comparto Ict, con il 30% delle operazioni totali, seguito dai beni e servizi industriali, 17%, e dal medicale, 11%.

A livello geografico la regione che ha totalizzato la gran parte delle operazioni è la Lombardia con il 44% del numero degli investimenti in Italia, seguita da Lazio e Veneto (entrambe 8%). Disinvestimenti Nel 2024 l’ammontare disinvestito al costo di acquisto delle partecipazioni è stato pari a 5.727 milioni di euro, più che triplicato rispetto ai 1.730 milioni dell’anno precedente. Il numero di exit è stato pari a 157, +59% rispetto alle 99 del 2023. Il canale maggiormente utilizzato per i disinvestimenti è stato la vendita ad un soggetto industriale, sia in termini di numero con 62 exit (39% del totale), sia in termini di ammontare (2.513 milioni di euro), con un’incidenza del 44%

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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