Stato dell’Unione: per l’ISPI la svolta è geopolitica, ma resta il nodo delle risorse

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Nel discorso sullo Stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha descritto un’Europa al tempo stesso «più forte» e «più precaria che mai». Secondo l’analisi dell’ISPI, firmata da Alessia De Luca, il filo conduttore dell’intervento è soprattutto geopolitico: in un ordine internazionale sempre più instabile, l’Unione cerca maggiore autonomia, nuove alleanze e strumenti per resistere alle pressioni esterne e alle divisioni interne.

La proposta più significativa riguarda il Canada. Von der Leyen ha prospettato per Ottawa lo status, ancora inesistente nei trattati, di primo «membro associato» dell’Unione. L’intesa dovrebbe comprendere difesa, intelligenza artificiale, cybersicurezza, Artico, energia, batterie e materie prime. L’avvicinamento al Canada, insieme al rilancio dei rapporti con Regno Unito e Norvegia, potrebbe confluire in un nuovo Consiglio di sicurezza europeo. Per l’ISPI è una risposta alle tensioni con Cina, Russia e Stati Uniti, anche se Bruxelles precisa che non si tratterebbe di un’alleanza contro qualcuno.

Ultranazionalismo, disinformazione e ingerenze russe

Sul fronte interno, von der Leyen ha denunciato il pericolo rappresentato da ultranazionalismo, disinformazione e ingerenze russe. Ha confermato il sostegno all’Ucraina, ma ha anche ammesso l’incapacità degli Stati membri di trovare una posizione comune sulla guerra a Gaza. Con Pechino resta aperto il problema del deficit commerciale europeo, indicato in un miliardo di euro al giorno, e della dipendenza dalle materie prime cinesi. Sull’immigrazione sono stati annunciati un meccanismo europeo per le emergenze e una riforma di Frontex.

Clima, intelligenza artificiale e protezione dei minori dai social media completano un’agenda molto ambiziosa. Il problema, osserva l’ISPI, è finanziarla. Difesa, Care Deal, adattamento climatico e bilancio 2028-2034 richiedono risorse che gli Stati non sembrano ancora disposti a garantire.

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La conclusione è netta: avvicinare Canada e Regno Unito può rafforzare l’Europa, ma la priorità rimane il consolidamento interno attraverso l’attuazione aggiornata dei rapporti Draghi e Letta. Il ritardo su crescita, competitività e integrazione non è soltanto economico: indebolisce il peso geopolitico e la credibilità internazionale dell’Unione.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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