Wall Street apre alla DeFi. Non solo crypto: tokenizzazione e infrastruttura digitale

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Wall Street apre alla DeFi: il futuro della finanza passa dalla collaborazione, non dalla competizione
L’articolo è tratto da “Fortune” a firma

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Il mondo della finanza tradizionale, noto con l’acronimo TradFi, sta finalmente volgendo lo sguardo e i capitali verso la finanza decentralizzata DeFi. Un cambiamento di prospettiva che, secondo quanto riportato da in un approfondimento pubblicato su Fortune, potrebbe segnare un punto di svolta epocale, non tanto per l’adozione delle criptovalute in sé, ma per l’integrazione delle infrastrutture digitali nel cuore stesso della finanza globale.

Un mercato da trilioni di dollari che guarda oltre i token

Il sistema TradFi oggi vale oltre 30 trilioni di dollari, comprendendo banche, assicurazioni, mercati dei capitali, servizi per asset e gestione patrimoniale. A confronto, la DeFi rappresenta meno dello 0,5% del valore della finanza tradizionale. Eppure, sono sempre più numerosi i segnali che indicano un avvicinamento tra questi due mondi, storicamente distanti, quando non apertamente diffidenti l’uno verso l’altro.

Lo testimoniano le mosse di colossi come BlackRock, che ha lanciato ETF su Bitcoin ed Ethereum, gestendo attualmente 87 miliardi di dollari in asset Bitcoin e 10 miliardi in ETF Ethereum. Oppure J.P. Morgan, che sta sviluppando infrastrutture per portare asset finanziari tradizionali sulla blockchain, testando operazioni su valute estere (FX) e obbligazioni tokenizzate. Anche Fidelity, Goldman Sachs e BNY Mellon sono in prima linea nel testare o espandere l’uso della tecnologia blockchain nei propri prodotti: dalla tokenizzazione dei fondi del mercato monetario alla gestione di asset digitali.

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DeFi e TradFi: una convergenza necessaria

La vera svolta non arriverà semplicemente quando Wall Street adotterà le criptovalute come asset di investimento, ma quando inizierà a costruire sulle fondamenta della DeFi, integrandone le logiche all’interno della propria infrastruttura. In altre parole: non è sufficiente osservare la DeFi, bisogna parteciparvi e guidarne l’evoluzione.

Le aree con il maggiore potenziale di convergenza, secondo Fortune, sono la gestione degli asset, i mercati dei titoli di stato, il prestito titoli e i repo markets. Settori nei quali la trasparenza, la programmabilità e l’efficienza della blockchain potrebbero offrire vantaggi significativi in termini di costi, sicurezza e velocità di esecuzione.

L’ottimismo del futuro decentralizzato

Nonostante la DeFi resti una realtà ancora embrionale e in parte ancora caotica possiamo intravedere in Fortune un cauto ottimismo: “La DeFi ha il potenziale per ricreare le funzioni bancarie fondamentali, ma in modo più trasparente, programmabile e distribuito”. Un’opportunità che però, sottolinea l’autore, non potrà realizzarsi senza l’intervento di attori istituzionali, capaci di rendere più user-friendly, scalabili e regolamentate le “primitive DeFi” oggi esistenti.

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Il futuro, dunque, non è in uno scontro tra due modelli, ma nella loro integrazione: da una parte l’innovazione radicale e open-source della DeFi, dall’altra la robustezza e la fiducia istituzionale costruita in decenni dalla finanza tradizionale.

Non solo crypto: tokenizzazione e infrastruttura digitale

È importante sottolineare come questa trasformazione non riguardi solo le criptovalute in senso stretto, ma soprattutto la tokenizzazione degli asset reali – da azioni a obbligazioni, da immobili a fondi – e la creazione di infrastrutture digitali interoperabili. Elementi che potrebbero portare maggiore liquidità, efficienza nei mercati e accesso democratizzato a prodotti finanziari avanzati.

“La vera rivoluzione – conclude Fortune – non sarà un ETF su Bitcoin da 100 miliardi di dollari, ma una Wall Street che integra profondamente la logica della finanza decentralizzata nei propri sistemi operativi”. La partita, dunque, è appena iniziata. E non si giocherà solo nel mondo delle criptovalute, ma nel cuore stesso dell’economia globale.

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Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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