Boom di auto cinesi nel mercato, i produttori della filiera auto italiana scendono in piazza
L’associazione dei produttori della filiera auto italiana scenderà in piazza a Strasburgo “nella seconda metà di ottobre, in concomitanza con la sessione plenaria del Parlamento europeo”, per chiedere una revisione delle politiche europee sul settore. Lo annuncia il presidente di Anfia, Roberto Vavassori, in un’intervista al quotidiano La Repubblica.
“Faremo come gli agricoltori.

“Serve protezione per il settore auto”
“Vogliamo convincere la politica che serve protezione per il settore auto”, afferma Vavassori, spiegando che la filiera chiederà “solo 11,5 grammi di flessibilità. È la differenza tra un 100% di riduzione di CO2 allo scarico, al 2035, e il 90% che chiediamo noi. Sembra logico rischiare un’intera industria per 11,5 grammi, mentre i cinesi ci portano via un milione di vetture all’anno?”. “Negli ultimi quattro anni si è aggiunto un fattore esterno dirompente: l’assalto cinese”, sostiene e aggiungendo che una transizione gestita in questo modo potrebbe mettere a rischio “oltre mezzo milione di posti di lavoro” nella filiera europea.
L’appello di Draghi sulla competitività
“Sui conti correnti europei ci sono 10mila miliardi fermi: in Italia 1.600. Vanno messi all’opera”, afferma. “Si creino super-compagnie europee pubbliche, con vantaggi fiscali, dove poter investire senza tassare le plusvalenze. La Ue mette il 5% di capitale per garantire solidità. Cinque filiere: cloud, IA, quantum computing, automotive, energia”, spiega. “Draghi l’ha scritto nel rapporto sulla competitività del settembre 2024. Ma non lo stiamo seguendo. Andremo a Strasburgo per farci sentire”, conclude Vavassori.





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