Melanoma, risultati positivi per un vaccino a mRna in fase 3 di Moderna e Merck. Svolta in campo medico

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Spiragli di ottimismo nella lotta al melanoma. Moderna e Merck hanno annunciato risultati positivi per uno studio di fase 3 su un vaccino sperimentale a mRna sviluppato per prevenire la recidiva o la diffusione della malattia nei pazienti con melanoma ad alto rischio. Il trattamento, somministrato in combinazione con l’immunoterapico Keytruda (pembrolizumab), ha raggiunto gli obiettivi principali dello studio.

La sperimentazione ha coinvolto oltre 1.100 pazienti con melanoma di stadio IIB-IV, sottoposti a intervento chirurgico per la completa rimozione del tumore. L’obiettivo della terapia adiuvante, cioè somministrata dopo l’intervento, è ridurre il rischio che la malattia torni o provochi conseguenze fatali.

Il primo risultato positivo di fase 3 per una terapia oncologica a mRna

“Si tratta del primo annuncio di risultati positivi di fase 3 per una terapia oncologica basata su mRna”, hanno dichiarato Moderna e Merck in una nota congiunta.

Il candidato vaccino, denominato Intismeran, è progettato sulla base delle caratteristiche molecolari e delle mutazioni specifiche del tumore di ciascun paziente. L’approccio punta quindi a sviluppare una risposta immunitaria personalizzata contro le cellule tumorali.

“Per molti anni, l’idea di creare un trattamento a mRna progettato specificamente per il tumore di un singolo individuo era difficile da immaginare. Oggi stiamo contribuendo a trasformare quella visione in realtà”, ha dichiarato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna.

La combinazione con Keytruda

Nello studio, Intismeran è stato somministrato insieme a pembrolizumab, il principio attivo di Keytruda, rispetto al solo trattamento con pembrolizumab. Secondo i risultati annunciati dalle due aziende, la combinazione ha dimostrato di ridurre il rischio di recidiva o morte nei pazienti con melanoma completamente resecato.

“Questi risultati rappresentano una pietra miliare per il trattamento del melanoma”, ha affermato Georgina Long, responsabile dello studio e direttrice medica del Melanoma Institute Australia, nonché docente di oncologia medica del melanoma all’Università di Sydney.

Secondo Long, si tratta del primo studio di fase 3 a dimostrare l’efficacia di Intismeran, in combinazione con pembrolizumab, nel ridurre il rischio di recidiva o morte nei pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato rispetto al solo Keytruda. La combinazione, ha aggiunto, potrebbe contribuire a definire un nuovo approccio terapeutico per il trattamento adiuvante del melanoma, permettendo ai pazienti di rimanere liberi dalla malattia più a lungo.

L’obiettivo: intervenire prima sulla malattia

L’approccio si basa sul principio di intervenire precocemente, dopo la rimozione chirurgica del tumore, quando la malattia può essere ancora più facilmente trattabile.

“Intervenendo più precocemente nel decorso della malattia, quando molti tumori sono considerati più trattabili, l’obiettivo della terapia adiuvante somministrata dopo l’intervento chirurgico è aumentare le probabilità di guarigione per un maggior numero di pazienti”, ha spiegato Dean Y. Li, presidente dei Merck Research Laboratories.

Secondo Li, i risultati di fase 3 rappresentano un’ulteriore conferma delle potenzialità di un approccio personalizzato alla cura del cancro. Le terapie basate su neoantigeni personalizzati, ha sottolineato, potrebbero contribuire a ridefinire il trattamento dei pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato.

Ora la presentazione dei dati e l’iter regolatorio

Moderna e Merck intendono presentare i risultati completi dello studio INTerpath-001 in occasione di un prossimo congresso medico internazionale e condividerli con le autorità regolatorie. Le aziende dovranno quindi avviare il percorso necessario per ottenere l’eventuale approvazione del trattamento.

L’annuncio ha avuto ripercussioni anche sui mercati finanziari: le azioni Moderna hanno registrato un forte rialzo nelle contrattazioni pre-apertura a Wall Street.

Se i dati completi confermeranno i risultati annunciati, Intismeran potrebbe rappresentare uno dei primi esempi di applicazione su larga scala della tecnologia a mRna al trattamento personalizzato dei tumori, aprendo una prospettiva diversa rispetto all’impiego di questa piattaforma nei vaccini contro le malattie infettive.

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