MPS e Lovaglio preparano la difesa contro l’Opas di Intesa Sanpaolo. Attesa per il cda chiave

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Il Monte dei Paschi di Siena prepara le contromosse alla scalata di Intesa Sanpaolo. Oggi, 20 agosto, il consiglio di amministrazione di MPS è chiamato a esaminare le proposte dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che dovrebbe presentare un’alternativa all’Opas da 30,6 miliardi di euro lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina, con il sostegno di Unipol.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, sul tavolo ci sarebbero due possibili operazioni: un’offerta su Banca Generali, con l’ingresso del gruppo assicurativo nel capitale di MPS, oppure una nuova iniziativa su Banco BPM, nel tentativo di rafforzare il peso dell’istituto senese e contrastare l’offensiva di Intesa Sanpaolo.

Rischi e opportunità

Ieri, 19 agosto, i mercati hanno reagito con cautela alle indiscrezioni: MPS ha chiuso la seduta in calo del 2,2%, mentre Banca Generali ha guadagnato l’1,6%. Banco BPM ha ceduto lo 0,5% e Intesa Sanpaolo l’1,3%.

Dopo il fallimento del progetto di fusione alla pari con Banco BPM, a Siena si continua dunque a lavorare alla ricerca di un’alternativa all’offerta di Intesa Sanpaolo. Nelle ultime settimane sono circolate diverse ipotesi: da un possibile accordo con un gruppo estero alla cessione della quota di Generali detenuta attraverso Mediobanca, destinata a finanziare un eventuale dividendo straordinario per gli azionisti.

L’ipotesi della doppia operazione su Banca Generali e Banco BPM sarebbe tuttavia quella più ambiziosa e complessa. Secondo gli analisti di Equita, citati dall’Ansa, presenterebbe un livello di complessità e un rischio di esecuzione significativamente superiori rispetto all’offerta di Intesa Sanpaolo.

Resta da capire quale configurazione assumerà il piano. Le due operazioni potrebbero essere presentate entrambe al consiglio, che sarebbe chiamato a scegliere tra le alternative, oppure potrebbero essere concepite in sequenza. Nel frattempo, nel board di MPS crescono i malumori per il fatto che le indiscrezioni siano emerse sulla stampa prima di essere illustrate formalmente al consiglio.

Un consiglio, peraltro, ancora privo di due rappresentanti delle minoranze e in attesa dell’autorizzazione della Bce alla cooptazione di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, ex consigliere ed ex vicepresidente di MPS.

Banca Generali in pole position

Tra le ipotesi sul tavolo, quella relativa a Banca Generali appare al momento la più concreta. L’operazione potrebbe prendere la forma di un’offerta pubblica di acquisto e scambio oppure ricalcare, almeno in parte, una soluzione già tentata in passato dall’allora amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, per contrastare proprio l’offensiva di MPS.

In entrambi i casi, l’operazione richiederebbe il coinvolgimento della controllante Generali, che detiene il 50,17% di Banca Generali. In questo scenario potrebbe inoltre tornare in gioco la quota di Generali detenuta da MPS attraverso Mediobanca, con l’eventualità di una cessione parziale o totale.

Il ritorno dell’ipotesi Banco BPM

Sullo sfondo rimane anche il progetto di un ritorno su Banco BPM, il “vecchio amore” di MPS. Un’eventuale offerta pubblica di scambio richiederebbe però il coinvolgimento decisivo di Crédit Agricole, che controlla quasi il 30% di Piazza Meda.

Per convincere il gruppo francese potrebbero essere messi sul tavolo diversi argomenti, anche se i vertici di Crédit Agricole hanno più volte mostrato di preferire uno scenario basato sull’integrazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia.

La complessità dello scenario aumenta ulteriormente considerando che MPS è già impegnata nell’integrazione di Mediobanca. Secondo Equita, Siena si troverebbe a gestire contemporaneamente il completamento dell’operazione Mediobanca e ulteriori operazioni di ampia scala, con un incremento significativo del rischio di esecuzione rispetto a quello legato all’offerta di Intesa Sanpaolo.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la passivity rule, alla quale MPS è sottoposta dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo. Anche nel caso in cui il consiglio di amministrazione dia il via libera alle operazioni, le decisioni dovranno quindi passare al vaglio degli azionisti in assemblea.

La partita politica

Nel frattempo, mentre si susseguono indiscrezioni e scenari sul futuro dell’istituto senese, prosegue l’attivismo degli enti locali a sostegno di MPS.

È stato intanto rinviato dal 20 al 25 agosto l’incontro tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i rappresentanti degli enti locali e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Al centro del confronto ci sarà il futuro del Monte dei Paschi di Siena e il ruolo che la banca potrà assumere nel nuovo scenario delineato dall’offensiva di Intesa Sanpaolo.

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