Prezzo cacao 2026 minimo a 3.128 recupero e stagionalità: cosa aspettarsi da settembre
Il cacao torna al centro dell’attenzione dopo uno degli anni più movimentati della sua storia recente. Dai massimi record del 2024 alla violenta discesa del 2026, il mercato ha attraversato oscillazioni difficili da spiegare guardando solo il grafico dei prezzi. C’è infatti un’altra variabile da considerare: la stagionalità. Il cacao è una commodity agricola con un ciclo produttivo molto preciso, e l’avvicinarsi dell’autunno apre una fase dell’anno particolarmente significativa per capire se il recupero dal minimo del 2026 stia modificando davvero la struttura del mercato.

Dal record del 2024 al minimo del 2026
Nell’ultimo trimestre del 2024 il cacao toccò il massimo storico, poco sopra i 12.900 dollari per tonnellata. Da quelle quotazioni è partito un ridimensionamento profondo: il 2026 si è aperto a 6.341 dollari, ma le quotazioni sono precipitate fino al minimo annuale di 3.128, dopo aver toccato in precedenza un massimo dell’anno a 6.644. Tra massimo e minimo il cacao ha perso temporaneamente oltre il 50% del proprio valore nello stesso anno.
Oggi il quadro è cambiato di nuovo: con prezzi intorno ai 6.034 dollari, il cacao ha recuperato circa il 93% dal minimo di 3.128, pur restando ancora lontano dal record del 2024.
Cosa dice l’analisi tecnica
Il livello di 3.128 si è formato a stretto contatto con la media mobile a 21 periodi calcolata su base trimestrale, un riferimento di lungo periodo che l’analisi grafica considera significativo, anche se non dimostra da solo che quella zona sia diventata un minimo definitivo.
Anche la struttura di breve e medio periodo è migliorata: le quotazioni si trovano oggi sopra la media mobile a 21 giorni, sopra quella a 21 settimane e sopra la media mobile a 200 giorni, tre riferimenti temporali diversi che si trovano dalla stessa parte del prezzo. Resta però un ostacolo importante: il recupero si è arrestato in prossimità della media mobile a 21 mesi, mettendo a confronto il miglioramento di breve-medio periodo con una resistenza dinamica di orizzonte molto più lungo.
Nella mappa tecnica attuale, il primo supporto di breve periodo si trova nell’area di 5.098, mentre 6.328 rappresenta una prima resistenza significativa: un livello che assume rilievo perché è proprio l’area da cui il mercato era partito a inizio 2026, quando il prezzo apriva a 6.341. Non si tratta di indicazioni operative, ma di livelli utili per capire dove il mercato potrebbe fornire nuove informazioni sulla propria struttura.
Perché settembre e ottobre sono cruciali
Il grafico da solo racconta solo una parte della storia. Secondo l’International Cocoa Organization, l’anno del cacao va dal 1° ottobre al 30 settembre, con una produzione fortemente stagionale che nei principali Paesi produttori si articola in un raccolto principale e uno secondario.
In Costa d’Avorio, primo produttore mondiale, il raccolto principale si concentra tra ottobre e marzo, mentre il mid-crop si sviluppa tra aprile e settembre. Una struttura simile caratterizza il Ghana, dove il raccolto principale copre approssimativamente il periodo tra settembre e marzo. Settembre e ottobre diventano quindi una vera cerniera temporale: è il momento in cui si chiude una stagione e iniziano ad arrivare le prime informazioni concrete sulla produzione africana successiva.
Il legame tra raccolti e prezzi non è però meccanico: un raccolto abbondante non porta automaticamente a un ribasso, così come uno scarso non produce necessariamente un rialzo immediato. Prezzi, scorte, domanda dell’industria, posizionamento degli operatori, valuta e meteo interagiscono continuamente. Lo dimostra la stagione 2023/2024, quando le difficoltà produttive in Costa d’Avorio e Ghana contribuirono a un’accelerazione record delle quotazioni, che a fine marzo 2024 risultavano più che raddoppiate rispetto all’inizio della stagione, prima di toccare nuovi massimi in aprile.
Anche il meteo resta una variabile centrale oggi: nel corso del 2026 diverse fonti, tra cui report legati a Reuters, hanno segnalato il rafforzamento di El Niño, con la World Meteorological Organization che a fine agosto prevede un’intensificazione del fenomeno fino a ottobre, e gli analisti che collocano i rischi principali sulla campagna 2026/27 in Africa occidentale.
Il bilancio ICCO e il nuovo equilibrio
Nel suo bollettino di maggio 2026, l’ICCO ha rivisto il bilancio mondiale 2024/2025 indicando un surplus globale di 48.000 tonnellate, con produzione stimata in 4,723 milioni di tonnellate e grindings per 4,628 milioni. Un equilibrio molto diverso da quello che accompagnò l’esplosione dei prezzi del 2024, quando la stagione precedente si era chiusa con un deficit vicino al mezzo milione di tonnellate.
Proprio questo contrasto rende i prossimi mesi interessanti da monitorare: da una parte un cacao che è passato da circa 12.900 dollari a 3.128, per poi risalire verso 6.034; dall’altra l’ingresso nel periodo dell’anno in cui il mercato inizierà a valutare il nuovo raccolto principale dell’Africa occidentale, in un contesto di rischio climatico legato a El Niño che si sta progressivamente rafforzando.
Il livello simbolico da osservare resta 6.341, il prezzo di apertura del 2026: dopo essere precipitato a 3.128 e aver recuperato quasi il 93%, il cacao si trova oggi quasi al punto di partenza dell’anno, ma con una struttura tecnica profondamente diversa, proprio mentre si avvicina l’inizio del nuovo anno del cacao.
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