SuperEnalotto, in Brianza la caccia al vincitore dei 223 milioni. Un consiglio: non portare la schedina di persona! Vai da un amico notaio e fa’ fare tutto a lui
Una schedina da cinque euro ha centrato la seconda vincita più alta nella storia del concorso e la più ricca attribuita a un unico biglietto. Il fortunato rimane anonimo, mentre emerge un chiarimento: la giocata è stata effettuata a Oggiono, non a La Valletta Brianza
Chi ha acquistato la schedina da cinque euro che ora vale oltre 223 milioni? Nel Lecchese la domanda continua a circolare tra clienti, curiosi e frequentatori abituali del punto vendita Al Chicherin, ma al momento non esiste alcuna informazione verificata sull’identità del vincitore.

Immagine creata da AI
Il “6” è stato centrato nell’estrazione di venerdì 11 settembre 2026 con la combinazione 8, 13, 16, 52, 64 e 70. Il numero Jolly era il 17 e il SuperStar il 21. L’importo esatto del jackpot è di 223.173.416,83 euro, ottenuto con una giocata costata appena cinque euro. La probabilità di indovinare la sestina è di circa una su 622 milioni.
È il primo “6” del 2026 e arriva dopo oltre un anno di attesa: la precedente vincita di prima categoria risaliva al 22 maggio 2025, quando a Desenzano del Garda erano stati assegnati 35,4 milioni di euro. Secondo i dati diffusi da SuperEnalotto, si tratta del 119º jackpot assegnato dalla nascita del concorso.
La giocata a Oggiono, la società a La Valletta Brianza
Nelle prime ore successive all’estrazione è emersa una certa confusione sulla località della vincita. Le comunicazioni iniziali di Sisal e numerosi articoli di stampa l’hanno attribuita a La Valletta Brianza. Il titolare dell’attività ha però successivamente precisato che la schedina è stata convalidata nel punto vendita di via Milano 36 a Oggiono, situato all’interno di un supermercato.
La Valletta Brianza sarebbe invece la sede della società Al Chicherin, che gestisce anche il punto vendita. La precisazione è stata raccolta dall’Ansa e confermata nelle successive ricostruzioni della stampa.
Una distinzione apparentemente marginale, ma importante in una vicenda nella quale ogni dettaglio viene utilizzato per restringere il campo dei possibili vincitori. A Oggiono la caccia è partita immediatamente: clienti abituali, lavoratori del centro commerciale e giocatori occasionali si interrogano su chi possa avere acquistato la schedina.
Il titolare ha raccontato di essere stato informato della vincita da RaiNews e di non averci creduto subito. Il punto vendita era già chiuso quando la notizia si è diffusa, perché il locale segue gli orari del supermercato. Il giorno successivo, davanti all’esercizio, si è formata una piccola folla di curiosi.
“Potrebbe essere qui e ridersela”
Tra i clienti prevalgono curiosità e ironia. C’è chi immagina un pensionato abituato a giocare sempre gli stessi numeri, chi pensa a un lavoratore di passaggio e chi non esclude che il vincitore sia tornato tranquillamente al bar per osservare le reazioni senza farsi riconoscere.
Da qui la battuta diventata il simbolo della giornata: il fortunato “potrebbe essere qui e ridersela”. Non vi sono però elementi per stabilire se la schedina appartenga a un residente, a un cliente occasionale oppure a una persona proveniente da un altro comune.
L’identità del vincitore potrebbe non diventare mai pubblica. Per riscuotere il premio non è necessario presentarsi al punto vendita nel quale è stata effettuata la giocata e Sisal non comunica il nome del beneficiario. La riservatezza assume un valore particolarmente importante davanti a una somma capace di cambiare radicalmente non soltanto la vita del vincitore, ma anche i suoi rapporti familiari e sociali.
Dopo le tasse rimangono circa 178,5 milioni
I 223,17 milioni rappresentano l’importo lordo. Sulle vincite del SuperEnalotto si applica un prelievo del 20% sulla parte eccedente 500 euro, trattenuto direttamente al momento del pagamento.
Il vincitore dovrebbe quindi ricevere circa 178,54 milioni di euro netti, mentre quasi 44,64 milioni andranno all’Erario.
Anche dopo il prelievo, la cifra resta difficile da rappresentare nella vita quotidiana. Investita in strumenti prudenti con un rendimento netto ipotetico del 2%, potrebbe generare oltre 3,5 milioni di euro l’anno, senza intaccare il capitale iniziale. È anche per questo che, in casi simili, gli esperti consigliano di evitare decisioni immediate, proteggere il biglietto, mantenere la riservatezza e rivolgersi a professionisti indipendenti per gli aspetti legali, fiscali e patrimoniali.
La maggiore vincita individuale di sempre
Il jackpot brianzolo occupa il secondo posto nella storia del SuperEnalotto. Il primato assoluto rimane quello del 16 febbraio 2023, quando furono assegnati complessivamente 371,1 milioni di euro. Quella somma, però, venne suddivisa tra 90 quote di un sistema acquistato attraverso la Bacheca dei Sistemi.
La vincita di Oggiono supera invece i 209,2 milioni conquistati a Lodi nell’agosto 2019. Può pertanto essere considerata la più elevata mai attribuita in Italia a una singola schedina del SuperEnalotto, salvo che il biglietto sia stato acquistato collettivamente da più persone.
È proprio questa eventualità a mantenere aperto un altro interrogativo: dietro la giocata potrebbe esserci un solo vincitore oppure un piccolo gruppo di amici, parenti o colleghi. Fino alla presentazione del biglietto non sarà possibile saperlo e, anche successivamente, la risposta potrebbe restare riservata.
Per ora rimangono una ricevitoria diventata improvvisamente famosa, una comunità che osserva con curiosità i propri vicini e un possessore di schedina che deve affrontare il compito più delicato: verificare di avere davvero vinto 223 milioni e riuscire a non dirlo a nessuno.
Il nostro consiglio? Non andare mai di persona a consegnare una schedina tanto importante, meglio che non vi veda nessuno. Alternative? Mandare a consegnarla un notaio di fiducia, o il direttore della banca più seria che conoscete. E fatevi firmare una bella ricevuta con la fotocopia della schedina, non si sa mai….
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