Bankitalia: nessun trasferimento delle riserve d’oro

La notizia in sintesi
- Banca d’Italia esclude trasferimenti delle proprie riserve auree.
- Il chiarimento è stato fornito all’ANSA il 4 settembre 2026.
- Il 44,8% dell’oro italiano resta custodito nel Paese.
- La distribuzione estera punta a diversificare rischi e accelerare l’eventuale utilizzo.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Bankitalia conferma la custodia delle riserve auree
La Banca d’Italia ha escluso di avere effettuato trasferimenti delle riserve d’oro, chiarimento fornito all’ANSA da Roma il 4 settembre 2026 dopo le decisioni annunciate dalla banca centrale olandese. Quest’ultima ha comunicato di aver spostato nei mesi precedenti una parte dell’oro dagli Stati Uniti e dal Canada verso Regno Unito e Paesi Bassi, motivando l’operazione con le incertezze geopolitiche. Per l’Italia non cambia quindi la distribuzione già pubblicata dall’istituto: una quota resta nel Paese e la parte maggiore è custodita presso piazze estere.
La scelta risponde a ragioni storiche, diversificazione dei rischi e necessità di rendere l’oro utilizzabile rapidamente.
Quote, depositi esteri e ragioni della strategia
Secondo i dati pubblicati sul sito della Banca d’Italia, il 44,8% delle riserve auree nazionali è custodito in Italia. Il restante metallo è ripartito fra Stati Uniti, con il 43,2%, Regno Unito, con il 5,7%, e Svizzera, con il 6,09%. L’istituto lega tale assetto anche ai luoghi nei quali l’oro fu acquistato, oltre a una strategia di diversificazione orientata a minimizzare i rischi.
La presenza all’estero non viene presentata come eccezione, bensì come componente della gestione delle riserve illustrata dall’istituto. Il chiarimento arriva dopo l’annuncio della banca centrale olandese, che ha trasferito parte delle proprie riserve da Stati Uniti e Canada verso Regno Unito e Olanda. La decisione olandese, motivata dalle incertezze geopolitiche, segue una scelta già adottata dalla Banque de France.
Bankitalia non indica alcun adeguamento analogo: la custodia nelle maggiori piazze finanziarie serve invece, secondo la spiegazione pubblicata, a consentire un impiego più rapido dell’oro qualora necessario, riducendo tempi e costi del trasporto del metallo, senza mutare le quote già pubblicate sul sito.
La disponibilità operativa resta il punto centrale
Per eventuali esigenze operative, la Banca d’Italia indica che il deposito nelle principali piazze finanziarie consente di ridurre tempi e costi di trasporto. Questo elemento chiarisce perché una quota significativa sia collocata fuori dall’Italia, senza che ciò implichi un nuovo spostamento delle riserve. Le scelte di Olanda e Banque de France mostrano invece che, nel contesto citato delle incertezze geopolitiche, altre banche centrali hanno rivisto la collocazione fisica dell’oro.
FAQ
Dove sono custodite le riserve auree italiane?
Il 44,8% è in Italia; il resto è depositato negli Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera secondo la Banca d’Italia.
Bankitalia ha trasferito le proprie riserve d’oro?
Bankitalia ha dichiarato all’ANSA di non avere effettuato alcun trasferimento delle proprie riserve auree, dopo l’annuncio della banca centrale olandese.
Quali quote d’oro sono all’estero?
Stati Uniti ospitano il 43,2%; Regno Unito il 5,7%; Svizzera il 6,09% delle riserve auree nazionali, secondo i dati pubblicati.
Perché l’oro italiano è depositato anche all’estero?
Ragioni storiche e diversificazione dei rischi motivano la scelta, mentre le piazze finanziarie permettono utilizzo più rapido e minori costi.
Quali fonti sono state utilizzate?
La Redazione ha rielaborato fonti stampa ufficiali e qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, attraverso analisi accurata, intervento editoriale e supervisione umana.
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