Conti correnti, aumentano i costi. Condizioni vantaggiose per under 35. Chi paga di più

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Aumentano i costi dei conti tradizionali, mentre il digitale continua a offrire condizioni più vantaggiose soprattutto agli under 35. Restano quasi nulli gli interessi sulla liquidità, ma crescono i costi per chi va in rosso. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di Altroconsumo, aggiornata ad agosto 2026.

Una rilevazione di Altroconsumo evidenzia una distanza crescente tra i clienti che continuano a rivolgersi alla filiale e quelli che gestiscono il conto prevalentemente online, attraverso internet e app. Per i conti tradizionali le spese risultano in aumento, mentre sul fronte digitale si fanno più interessanti le condizioni riservate ai giovani. Nel frattempo, la liquidità lasciata sul conto continua a essere remunerata poco o nulla e diventano più onerosi scoperti e fidi.

Conti correnti: Giovani, famiglie e pensionati a confronti

Per misurare il costo effettivo dei diversi conti, Altroconsumo ha utilizzato l’Indicatore dei costi complessivi (ICC), il parametro definito da Banca d’Italia che consente di stimare la spesa annuale di un conto considerando commissioni, servizi e operazioni.

L’analisi prende in considerazione tre profili di cliente – giovani, famiglie e pensionati – associati a un livello medio di operatività. Per i conti tradizionali sono state considerate le operazioni effettuate allo sportello, mentre per i conti online è stata presa in esame l’operatività digitale prevista per ciascun profilo.

Il confronto mette a paragone le condizioni rilevate a gennaio e quelle disponibili ad agosto 2026, sulla base dei documenti informativi e dei fogli informativi pubblicati dagli istituti.

Filiali, costi in aumento

A incidere maggiormente sul costo dei conti tradizionali sono le operazioni effettuate con l’intervento del personale bancario. L’ICC medio registra infatti aumenti compresi tra lo 0,35% per le famiglie e lo 0,49% per i pensionati.

Tra i dieci istituti presi in esame, gli aumenti delle tariffe nel periodo hanno interessato BPER Banca e UniCredit, mentre i canoni ordinari di tenuta del conto sono rimasti invariati.

Nel caso di UniCredit, ad esempio, per il Conto Genius il costo del bonifico SEPA ordinario, istantaneo o periodico disposto online o tramite ATM Self-Service è passato da 1,20 a 1,30 euro. Per il bonifico cartaceo effettuato allo sportello, invece, la tariffa è salita da 11,50 a 11,80 euro.

L’impatto maggiore si registra proprio tra i giovani: per questo profilo l’ICC aumenta del 7,22%, contro lo 0,89% delle famiglie e lo 0,60% dei pensionati.

Anche BPER ha modificato le condizioni del Conto BPER OnDemand. Da luglio è stata introdotta una commissione di 0,25 euro sugli addebiti diretti SEPA, utilizzati, tra l’altro, per la domiciliazione di bollette e abbonamenti. La modifica determina un aumento dell’ICC del 3,61% per i pensionati e di circa il 2% per giovani e famiglie.

Il digitale conveniente per gli under 35

La gestione online continua a essere, in media, l’opzione più conveniente. Ma anche in questo caso l’andamento dei costi varia sensibilmente a seconda del profilo.

Per i giovani l’ICC medio diminuisce del 6%, mentre aumentano i costi per famiglie e pensionati, rispettivamente del 10,45% e del 6,17%.

Tra le offerte analizzate, N26 mantiene un costo particolarmente contenuto per tutti i profili considerati, mentre Revolut e Buddy UniCredit risultano più costosi in relazione all’operatività presa in esame.

La vera novità riguarda però le promozioni e le condizioni riservate ai giovani. Isybank, banca digitale del gruppo Intesa Sanpaolo, ha azzerato per gli under 35 il canone mensile del conto IsyPrime e sostiene anche l’imposta di bollo.

Per il profilo giovane, nel confronto di Altroconsumo, l’ICC passa così da 150,70 a 31,90 euro, con una riduzione di 118,80 euro, pari a circa il 79%. Il rimborso dell’imposta di bollo non viene tuttavia considerato nel calcolo dell’ICC.

Anche ING ha reso strutturale l’azzeramento del canone per gli under 30 del Conto Corrente Arancio Più, una misura inizialmente prevista soltanto fino a febbraio 2026. Per i giovani, la modifica comporta una riduzione dell’ICC di 30 euro.

Per famiglie e pensionati, invece, il costo può rimanere pari a zero quando l’accredito dello stipendio o della pensione consente di azzerare il canone mensile.

Fineco, quando il conto senza canone costa di più

La tendenza non è però uniforme tra le banche online. È il caso di Fineco, che con il nuovo Conto Fineco One ha eliminato il canone fisso, aumentando però alcune tariffe legate all’utilizzo del conto.

Il versamento di contanti o assegni presso gli ATM UniCredit, in precedenza gratuito, costa ora 2,95 euro per operazione. Per famiglie e pensionati, inoltre, il costo annuale della carta di credito multifunzione è salito da 29,95 a 39,95 euro, mentre il prelievo di importi inferiori a 99 euro è passato da 0,80 a 1 euro.

Il risultato è un aumento significativo dell’ICC: +49% per i giovani, +90% per le famiglie e +64% per i pensionati.

Un dato che evidenzia come l’assenza di un canone fisso non sia, da sola, garanzia di convenienza. A determinare il costo complessivo sono infatti anche le commissioni applicate alle singole operazioni, che possono arrivare a compensare e persino superare il risparmio sul canone.

In rosso, interessi sempre più pesanti

A cambiare non sono soltanto le commissioni. Tra gennaio e agosto sono aumentati anche i tassi applicati da alcuni grandi istituti agli utilizzi a debito.

Gli incrementi riguardano, in particolare, il Conto Premier di Mediobanca Premier, il Conto MPS Mio e Modulo Plus di Monte dei Paschi di Siena e XME Conto Gold di Intesa Sanpaolo.

Il quadro resta particolarmente sbilanciato: mentre il denaro depositato sul conto continua a non produrre praticamente alcun rendimento, andare in rosso può costare molto caro.

In media, il tasso applicato arriva al 17,97% in assenza di fido e al 12,41% quando è disponibile un affidamento. Rispetto alla precedente rilevazione, i due valori sono aumentati rispettivamente dello 0,05% e dello 0,03%.

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