Giovani expat, l’83% tornerebbe in Italia solo con uno stipendio più alto

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Giovani expat, l’83% tornerebbe in Italia solo con uno stipendio più alto

La notizia in sintesi

  • Cnel: giovani expat pronti a rientrare con salari, merito e competenze valorizzate.
  • L’88% cerca lavori coerenti con il proprio profilo professionale.
  • Dal 2011 al 2024 persi 441mila giovani italiani tra 18 e 34 anni.
  • Il capitale umano emigrato vale 159,5 miliardi di euro.

DatamoneyRiassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch


Giovani expat, le condizioni per tornare

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) fotografa nel rapporto “Giovani Expat. Come farli tornare” le condizioni poste dai giovani italiani residenti all’estero per valutare un rientro nel Paese. L’indagine, promossa dall’ente e realizzata da Ref Ricerche con Questlab, rileva che stipendi più alti, merito e impieghi coerenti con le competenze sono decisivi per riportare talenti in Italia. Il quadro riguarda la perdita netta registrata tra il 2011 e il 2024, quando l’Italia ha perso 441mila persone fra 18 e 34 anni, con il record di oltre 61mila uscite concentrato nel 2024.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Il motivo è economico e organizzativo: il Cnel stima 159,5 miliardi di capitale umano perduto e indica nelle opportunità migliori la leva per modificare i flussi migratori.

Stipendi e merito al centro delle richieste

Il dato più netto riguarda l’adeguatezza occupazionale: l’88% degli intervistati considera rilevanti opportunità allineate al proprio profilo. L’aumento retributivo è estremamente rilevante per l’83%, il merito raggiunge il 79%, gli incentivi al rientro il 75% e la conciliazione vita-lavoro il 72%. Alloggi accessibili e servizi pubblici efficienti chiudono la graduatoria delle priorità indicate dall’indagine.

Il campione è altamente qualificato: il 93% possiede una laurea e circa un giovane su due è emigrato senza avere mai lavorato in Italia. Sette partecipanti su otto risiedono in Europa; il 27% vive in Paesi europei extra-Ue e l’8,5% in Nord America. Le differenze territoriali mostrano che nel Nord la priorità salariale è indicata dal 55%, nel Mezzogiorno dal 48%, dove pesano maggiormente merito e stabilità.

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L’Indice Sintetico dei Flussi Migratori del Cnel calcola 14,5 giovani italiani in uscita per ogni coetaneo proveniente da un’economia avanzata, contro valori vicini alla parità nelle grandi nazioni europee. Tra il 2000 e il 2024, lo svantaggio italiano rispetto alla Germania è passato dal 14% al 36%, a parità di potere d’acquisto.

Le opportunità possono orientare i rientri

Il margine per un rientro non è astratto: quasi due terzi dei rispondenti dichiarano che tra cinque anni sceglieranno il luogo con le opportunità migliori. Per il presidente Renato Brunetta, questa disponibilità può includere l’Italia soltanto se verranno create condizioni concrete di attrattività. La ministra del Lavoro Marina Calderone segnala intanto un calo del 20% degli italiani espatriati per lavoro nel 2025, dato che non cancella la dimensione strutturale evidenziata dal rapporto.

FAQ

Quanti giovani ha perso l’Italia dal 2011 al 2024?

Il saldo netto è di 441mila giovani tra 18 e 34 anni, con oltre 61mila partenze registrate nel solo 2024.

Qual è la principale condizione per rientrare?

Opportunità professionali coerenti con le competenze raccolgono l’88% delle indicazioni; stipendi più alti seguono all’83% tra gli expat intervistati.

Quanto vale il capitale umano perso?

La stima del Cnel raggiunge 159,5 miliardi di euro fra 2011 e 2024, circa 16 miliardi annui secondo trend recenti.

Come è cambiato il divario salariale con la Germania?

Lo svantaggio retributivo italiano rispetto alla Germania è aumentato dal 14% al 36% tra il 2000 e il 2024.

Quali fonti hanno sostenuto questa analisi?

La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.

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Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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