Accenture: il 23% delle compagnie integra l’AI su scala

La notizia in sintesi
- Nel 2025 la raccolta assicurativa ha raggiunto 181,9 miliardi di euro, in crescita dell’8% sul 2024.
- Il 49% delle compagnie sviluppa applicazioni AI in più funzioni; il 23% le ha integrate lungo la catena del valore.
- L’80% dei consumatori si fida dei consigli della GenAI; il 63% prevede effetti sulla propria spesa assicurativa.
- Il 65% delle compagnie indica il miglioramento dell’assistenza e dell’esperienza cliente come principale obiettivo degli investimenti AI.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
L’intelligenza artificiale sta entrando nelle attività delle compagnie assicurative, ma la diffusione delle applicazioni non coincide ancora con una loro integrazione completa. È il quadro presentato da Accenture il 6 ottobre 2026 a Milano, durante l’Accenture Insurance Day: il 49% delle compagnie sviluppa casi d’uso di AI e intelligenza artificiale generativa in diverse funzioni, spesso senza un coordinamento unitario, mentre il 23% ha raggiunto un’integrazione su scala lungo la catena del valore. La trasformazione riguarda sia il lavoro interno sia il rapporto con i clienti, che dichiarano una crescente fiducia nei consigli della GenAI.
Il contesto economico è quello di un comparto in crescita. Nel 2025 la raccolta assicurativa complessiva ha toccato 181,9 miliardi di euro, con un aumento dell’8% rispetto al 2024, secondo i dati ANIA richiamati nell’analisi. Salute, coperture per le catastrofi naturali, piccole e medie imprese, longevità e previdenza sono le aree indicate come possibili spazi di ulteriore sviluppo.
Accenture riassume la propria lettura del momento con la formula “Il ciclo positivo è il momento per trasformarsi”. Il tema posto alle compagnie è come utilizzare questa fase per modificare processi e organizzazione, anziché limitarsi ad aggiungere singoli strumenti tecnologici.
“Per i Financial Services italiani questo è un momento particolarmente favorevole e il settore assicurativo è una parte fondamentale di questa storia di solidità. Ma un ciclo positivo non è una garanzia: è una finestra di opportunità da usare ora per trasformarsi. Anche nell’Insurance il tema non è più se investire nell’ AI, ma come scalarla davvero per generare nuova capacità produttiva, agendo insieme su modello operativo, business e persone: è quello che noi chiamiamo Reinvention. In un settore regolamentato come il nostro, inoltre, governance e fiducia non sono un vincolo, ma una componente essenziale del valore e un vero vantaggio competitivo”
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Lo ha dichiarato Paolo Ceschi, Responsabile Financial Services Accenture Italia.
Dove si concentrano gli investimenti delle compagnie
I livelli di adozione restano diversi: oltre alle compagnie che sperimentano applicazioni in più funzioni e a quelle che le hanno integrate, il 19% si trova ancora in una fase limitata, con impieghi poco estesi e un impatto contenuto. Le percentuali presentate da Accenture descrivono quindi un settore in cui convivono percorsi tecnologici con gradi differenti di maturità.
L’assistenza e l’esperienza del cliente sono in cima alle priorità: il 65% delle compagnie le indica come obiettivo principale degli investimenti. Il 41% punta a rendere più accurata la valutazione dei rischi in fase di sottoscrizione e un altro 41% cerca maggiore efficienza nella gestione dei sinistri. Per il 35%, l’intelligenza artificiale può anche contribuire all’aumento dei ricavi e all’ampliamento delle attività.
“Il settore assicurativo sta vivendo una trasformazione profonda. Da un lato conferma solidità e capacità di crescita, dall’altro sta entrando in una nuova fase in cui l’ AI può incidere in modo concreto su business, offerta, distribuzione e relazione con il cliente. I dati mostrano che l’adozione è già diffusa in molte realtà, ma anche che la vera sfida oggi è portarla a scala, integrando tecnologia, persone e organizzazione. È in questo passaggio che prende forma l’ AInsurance: un modello in cui l’ AI non è più soltanto uno strumento di efficientamento, ma una leva per ripensare il valore dell’intermediazione, migliorare l’esperienza del cliente e aprire nuove opportunità di crescita per il settore”
È il commento di Fabio Frisa, Responsabile Insurance per Accenture Italia e Grecia.

Tra i benefici segnalati dall’analisi figurano tempi medi più brevi per la liquidazione dei sinistri e maggiore accuratezza nella valutazione dei rischi e nella definizione dei prezzi. Accenture riferisce anche una riduzione dei tempi di introduzione delle offerte sul mercato e del ciclo di sottoscrizione, oltre a miglioramenti nella soddisfazione dei clienti e a nuove possibilità commerciali. Per questi risultati non vengono indicate misure quantitative.
La GenAI nelle scelte dei clienti
La trasformazione interessa anche la distribuzione assicurativa. Secondo la ricerca Accenture sui consumatori dei servizi finanziari del 2026, l’80% degli intervistati dichiara di fidarsi delle raccomandazioni della GenAI e il 63% ritiene che la tecnologia influenzerà in futuro la destinazione della propria spesa assicurativa. Nelle evidenze presentate, la GenAI risulta già il primo canale digitale per le raccomandazioni sulle assicurazioni.
Accenture interpreta questi comportamenti come un’indicazione di maggiore peso per la consulenza e per la relazione personale nell’attività degli intermediari. La disponibilità di consigli generati dall’AI, secondo questa lettura, modifica il contributo richiesto alle reti distributive.
Il passaggio dall’investimento tecnologico alla riorganizzazione del lavoro appare però ancora incompleto. L’86% dei dirigenti di vertice prevede di aumentare la spesa in AI e GenAI, mentre soltanto il 14% delle organizzazioni dei servizi finanziari integra in modo strutturato strategia, tecnologia e persone. Il prossimo passaggio indicato da Accenture riguarda dunque ruoli, competenze e modelli operativi: estendere l’adozione senza separarla dall’organizzazione che dovrà utilizzarla.
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