STMicroelectronics, perché il titolo ha perso oltre il 9% in Borsa: quanto pesano Qualcomm e il voto Usa
STMicroelectronics ha chiuso la seduta di giovedì 5 novembre a 37,10 euro, in calo del 9,33%, con scambi superiori del 139% alla media delle ultime venti sedute. È il peggior titolo del Ftse Mib, che dopo un avvio positivo ha terminato a 50.505,87 punti, in ribasso dell’1,03%. Le fonti di mercato non segnalano notizie specifiche sul gruppo: le vendite sono arrivate da Wall Street e hanno colpito tutto il settore dei semiconduttori.

Perché crollano i chip
Reuters indica due motivi. Il primo è Qualcomm, che ha lasciato sul terreno tra il 9% e l’11% durante la seduta dopo una trimestrale con vendite di chip per smartphone giudicate deboli. Il secondo è politico: dopo il voto di metà mandato di martedì, i mercati temono che un Congresso a guida democratica possa rallentare gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. In Texas e Georgia hanno vinto candidati contrari all’espansione dei data center. Mark Hackett, capo strategist di Nationwide, ha citato proprio la combinazione tra risultati deludenti e voto americano come causa del peggioramento del clima sui mercati.
Nel pomeriggio europeo, a seduta americana ancora in corso, Reuters segnalava il Nasdaq in calo del 5,2%, l’indice dei semiconduttori Sox dell’11% e lo S&P 500 del 3,4%. Il Nasdaq si avviava a confermare la fase di correzione rispetto ai massimi.
Chi ha sofferto di più a Piazza Affari
Nel pomeriggio anche Technoprobe arrivava a perdere circa il 9%, mentre Prysmian ha chiuso a meno 4,02%. Fincantieri ha ceduto il 4,77%. Stellantis è scesa del 4,50% a 3,97 euro, in una giornata debole per tutto il settore auto. Leonardo ha perso il 3,45% dopo i conti: gli ordini attesi per il 2026 salgono a circa 29,5 miliardi, ma ha pesato il crollo del 16% della tedesca Rheinmetall, che ha tagliato di nuovo le stime. In controtendenza Tenaris, in rialzo del 3,66% a 25,80 euro dopo i risultati, e FinecoBank, salita del 2,93%.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
Cosa dicono gli ultimi conti di STMicroelectronics
I numeri del gruppo restano in crescita. Il 29 ottobre STMicroelectronics ha comunicato ricavi del terzo trimestre per circa 3,76 miliardi di dollari, in aumento del 17,9% su base annua, e per il quarto trimestre punta a 4,15 miliardi. Il margine lordo è salito al 37,3%, dal 33,2% di un anno prima. Il gruppo stima inoltre circa 1,3 miliardi di ricavi nel 2026 dai data center per l’intelligenza artificiale e oltre 2 miliardi nel 2027: è lo stesso segmento su cui si concentrano oggi i timori degli investitori.
Cosa guardare per chi ha il titolo
La flessione arriva dopo settimane difficili. Al 3 novembre il titolo aveva già perso circa il 16% in quattro settimane, e a giugno quotava 64,35 euro: rispetto a quel livello il calo è di circa il 42%. Lo stesso 3 novembre HSBC ha ridotto il prezzo obiettivo da 81 a 70 euro, confermando la raccomandazione di acquisto. I prossimi segnali da seguire sono le eventuali revisioni degli analisti dopo il crollo di giovedì e la tenuta dei piani di spesa dei grandi gruppi tecnologici sui data center.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza














VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green