Pensione a 64 anni, quanto si perde con il ricalcolo: quasi 5mila euro l’anno nella simulazione Uil
Uscire a 64 anni potrebbe costare quasi 5mila euro lordi l’anno. È il risultato di una simulazione del Servizio politiche fiscali e previdenziali della Uil: chi lasciasse il lavoro con la nuova ipotesi di uscita anticipata prenderebbe 4.989 euro in meno rispetto a chi aspetta la vecchiaia, circa 384 euro al mese. La misura non è ancora legge, ma il calcolo mostra cosa significa il ricalcolo contributivo di cui si discute.

Cosa dice la simulazione
Il caso preso in esame è quello di una lavoratrice di 64 anni con 36 anni di contributi e un’ultima retribuzione di 35mila euro lordi l’anno. Con il calcolo interamente contributivo la pensione a 64 anni sarebbe di 25.477 euro lordi annui, circa 1.960 euro al mese su tredici mensilità. Restando al lavoro fino a 67 anni e sei mesi, l’età di vecchiaia considerata per il 2029, e mantenendo il sistema misto, l’assegno salirebbe a 30.466 euro, circa 2.344 euro al mese. Il divario è del 16,38%.
Perché l’assegno scende
Sul risultato pesano due fattori. Il primo è il ricalcolo: chi ha contributi versati prima del 1996 rinuncerebbe alla parte di pensione calcolata con il metodo retributivo, di solito più favorevole. Il secondo sono gli anni: chi esce prima versa meno contributi, tre anni e mezzo in meno nel caso della Uil, e divide il montante accumulato su un periodo di pensione più lungo. Per questo la perdita non si esaurisce nei primi anni, ma resta sull’assegno per tutta la vita.
Quanto tempo serve per recuperare
C’è anche l’altra faccia del conto. Chi esce a 64 anni incassa la pensione per tre anni e mezzo in più: nell’esempio della Uil sono circa 89mila euro lordi. Con una differenza di 4.989 euro l’anno, chi resta al lavoro impiegherebbe quasi 18 anni per pareggiare quella somma, cioè arriverebbe intorno agli 85 anni. Si tratta di un calcolo aritmetico, da leggere come stima: non considera tasse, rivalutazioni, né lo stipendio che si continuerebbe a prendere restando al lavoro.
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Cosa c’è davvero nella manovra
Tutte queste cifre partono da un’ipotesi. L’articolo 52 del disegno di legge di bilancio istituisce soltanto un fondo da 850 milioni di euro l’anno per il 2027, il 2028 e il 2029, senza fissare età, contributi o regole di calcolo. La proposta della Lega parla di 64 anni di età e 36 di contributi, con ricalcolo contributivo, per i nati dal 1960 in poi nel sistema misto. Fino al nuovo provvedimento non si potrà presentare alcuna domanda all’Inps. Intanto restano le regole in vigore: nel 2027 serviranno 67 anni e un mese per la vecchiaia, oppure 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne per l’anticipata.
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