UniCredit rivede le regole dello smart working. Che cosa cambia dal 2027. Ma è scontro con i sindacati

UniCredit cambia le regole dello smart working: presenza continuativa per le prime linee manageriali e, da gennaio 2027, flessibilità affidata ai responsabili per gli altri dipendenti. La decisione dell’amministratore delegato Andrea Orcel apre uno scontro con i sindacati della banca di piazza Gae Aulenti, a Milano. La ricostruzione pubblicata da Open il 5 novembre 2026, firmata da Costanza Saporito, distingue tra categorie tutelate e lavoratori chiamati a motivare la richiesta.
La banca sostiene che la presenza favorisca collaborazione, formazione e crescita professionale, soprattutto dei più giovani. Le organizzazioni sindacali contestano invece una restrizione unilaterale della flessibilità e chiedono un ripensamento. In assenza di correzioni, si riservano iniziative di mobilitazione contro la revisione annunciata dall’azienda.
Dieci giorni mensili e nuove autorizzazioni: cosa cambia da gennaio 2027
Il regime descritto dalle fonti consente dieci giornate mensili di lavoro agile, mentre la nuova impostazione elimina l’accesso automatico per la generalità dei dipendenti, senza configurare un divieto assoluto del lavoro a distanza. Secondo Open, chi ha figli minorenni o patologie contemplate dagli accordi conserverà l’accesso garantito; gli altri dovranno presentare una richiesta motivata, sottoposta alla valutazione dei responsabili. Per le prime linee dirigenziali, riferiscono i sindacati dopo un incontro con l’azienda, il ricorso allo smart working sarà invece possibile soltanto in casi eccezionali concordati preventivamente.
Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin contestano metodo e contenuto della scelta: chiedevano un ampliamento alla rete commerciale, come avvenuto in altri gruppi bancari, non una contrazione, e ricordano il contributo dei dipendenti ai 22 trimestri record consecutivi, anche lavorando da remoto il lunedì e il venerdì. La banca replica che l’interazione diretta facilita condivisione delle conoscenze, apprendimento sul campo e decisioni più rapide, affidando ai responsabili di linea il bilanciamento tra esigenze operative e circostanze individuali. Il nodo della controversia è dunque il passaggio da una disponibilità ordinaria dello strumento a una gestione autorizzativa, che UniCredit dichiara coerente con le tutele normative e i diritti dei lavoratori, ma che i sindacati giudicano una drastica riduzione.
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La vertenza si allarga a organici, formazione e orari delle filiali
Il confronto non riguarda soltanto le giornate da casa: i sindacati collegano la possibile mobilitazione anche al progetto di estendere l’apertura delle agenzie, alle limitazioni dello smart learning e alle carenze di personale. Nel documento unitario denunciano inoltre carichi di lavoro e pressioni operative e commerciali crescenti, delineando una vertenza più ampia sull’organizzazione del lavoro. La dimensione territoriale emerge a Brescia, dove BresciaToday indica circa 900 dipendenti del gruppo nella provincia: l’applicazione delle nuove regole da gennaio 2027 si inserirà quindi in un confronto che coinvolge anche le strutture locali.
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