CAMRADATA: ESG in Passive Investments Whitepaper

Libro bianco sugli investimenti

La gestione patrimoniale attiva ha cercato coraggiosamente di resistere alla marea montante di indicizzazione da oltre trent’anni. Per quanto riguarda le azioni pubbliche, è stata una partita persa. Il che non significa che l’indicizzazione abbia vinto senza cambiamenti. Il fattore rivoluzione dei primi anni 2010 ha riportato in auge forme di indicizzazione potenziata. Prodotti negoziati in borsa sono cresciuti con successo partendo dai panieri azionari progettati dai trading desk delle società di intermediazione nei veicoli preferiti per gli investimenti tematici con denaro reale. I contributi e i risparmi pensionistici personalizzati “Defined Contribution” impongono un onere sui costi che frustra gli attivi gestione.

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L’ESG nelle strategie passive

E poi c’è l’ESG nel passivo. Non sarebbe potuto accadere senza lo sviluppo degli altri aspetti, ma ne hanno beneficiato tutti. I proprietari delle risorse sono felici di accettare il monitoraggio per raggiungere gli obiettivi legati al cambiamento climatico. Sono a loro agio nel discutere una variazione delle metodologie. In parte ciò è dovuto all’aumento degli investimenti tematici; in parte perché tutti accettano che i dati sottostanti (con la possibile eccezione della governance) e la loro assimilazione agli investimenti divenga un processo continuo.
La questione filosofica è quanto dovrebbero essere influenti le strategie passive sensibili ai fattori ESG.
Trent’anni fa gli indicizzatori erano chiari sul fatto che investire era un gioco a somma zero e lo avevano fatto senza alcuna pretesa di contestare questo fatto. Me se introducete i criteri ESG è evidente che ci sono decisioni attive nell’allocazione del capitale.

L’ottimizzazione consente rendimenti simili a quelli di un indice con esposizioni variabili ai singoli componenti. Gli amministratori delegati delle singole aziende sono mossi da queste strategie? Ci sono così molti tipi di ESG, anche da parte di singole società di gestione patrimoniale, la cui influenza può essere difficile da discernere. I manager (e i proprietari di asset) traggono grande vantaggio dalle campagne condivise e dalle alleanze, ma poi tutti spendono miliardi di dollari nel tentativo di differenziare i loro prodotti. Alcuni affermano di essere dei leader mentre altri ammettono di essere troppo piccoli per incidere su grandi aziende, soprattutto estere.
Questo whitepaper CAMRADATA tenta di discutere il ruolo e la natura di un approccio ESG-aware sulle strategie passive.

QUI IL LINK al documento originale ©Copyright CAMRADATA Analytical Services Limited 2023

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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