Pensioni scadenza 15 settembre 2026: chi rischia la revoca e come evitarla

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Un avviso comparso sul cedolino di luglio ha allarmato una parte dei pensionati italiani: la mancata comunicazione dei redditi 2022 può comportare la revoca delle prestazioni collegate al reddito. Con il messaggio n. 2394 del 17 luglio 2026, l’INPS ha reso operative le procedure di sospensione e fissato al 15 settembre 2026 il termine ultimo per regolarizzare la propria posizione.

Chi è coinvolto

La misura riguarda esclusivamente i pensionati residenti in Italia titolari di prestazioni o maggiorazioni il cui diritto, o il cui importo, dipende dal reddito personale e, in alcuni casi, da quello del coniuge o del nucleo familiare. Rientrano tra queste le pensioni di invalidità civile, gli assegni sociali, gli assegni ordinari di invalidità e le maggiorazioni sulle pensioni ai superstiti.

Si tratta in particolare di chi non ha presentato la dichiarazione reddituale relativa all’anno 2022 nell’ambito della campagna RED 2023, conclusasi il 31 marzo 2025. Per chi vive all’estero e deve comunicare redditi percepiti fuori dall’Italia esiste una procedura equivalente, chiamata RedEst, con le stesse modalità e la stessa scadenza.

La trattenuta già in corso

L’INPS ha applicato una trattenuta pari al 5% dell’imponibile pensionistico lordo di luglio 2026, addebitata sui ratei di agosto e settembre. Le pensioni di importo mensile non superiore a 100 euro sono escluse da questa trattenuta, ma non per questo esonerate dall’obbligo di comunicare i redditi.

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La trattenuta compare sul cedolino con la dicitura relativa alla mancata comunicazione dei redditi ai sensi dell’articolo 35, comma 10-bis, del decreto-legge 207/2008. La comunicazione della sospensione è consultabile anche nell’area riservata MyINPS ed è stata inviata via PEC o email agli interessati.

Cosa succede dopo il 15 settembre

Decorso inutilmente il termine, l’INPS procede alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito relative al 2022 e al recupero delle somme eventualmente corrisposte e risultate non dovute per lo stesso anno. La revoca riguarda anche i titolari di pensioni fino a 100 euro mensili, per i quali non era stata applicata la trattenuta del 5%.

È importante chiarire un punto che genera spesso confusione: non viene toccata la pensione maturata con i contributi versati, ma soltanto la prestazione, l’integrazione o la quota economica il cui diritto dipende dal rispetto dei limiti reddituali.

Come regolarizzare la propria posizione

Per evitare la revoca occorre presentare, entro il 15 settembre 2026, una domanda specifica denominata “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”, indicando tutti i redditi rilevanti percepiti nel 2022.

La domanda può essere inviata online accedendo con SPID almeno di livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS all’area riservata MyINPS, seguendo il percorso dedicato alla variazione della pensione. In alternativa è possibile rivolgersi gratuitamente a un patronato, che assiste nella compilazione e nell’invio della richiesta. Chi ha già presentato la domanda di ricostituzione non deve ripetere la procedura e può ignorare l’avviso sul cedolino.

La revoca, va detto, non è irreversibile nella sostanza: se il pensionato regolarizza la propria posizione anche in un momento successivo e dai redditi comunicati emerge che aveva effettivamente diritto alla prestazione, questa può essere ricostituita. Nel frattempo, però, l’assegno viene meno e le somme già percepite possono essere richieste indietro, con conseguenze economiche immediate per chi dipende da quella prestazione.

Chi trova una trattenuta sul cedolino di agosto senza essere certo della causa dovrebbe verificare prima di tutto se dipende da questa campagna sui redditi 2022 o da altre procedure di recupero in corso, dal momento che l’INPS gestisce contemporaneamente più verifiche reddituali su annualità diverse.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa
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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.